Accusato di omicidio doloso il pirata ubriaco

Ieri i funerali della sedicenne travolta da un’auto davanti a una
discoteca di Pinerolo. L’investitore, cui era già stata ritirata la
patente tre volte, resta in cella. Questa l’imputazione formulata dal pm E il gip ha convalidato l’arresto in carcere

Resta in carcere, con l’accusa di omicidio doloso, Corrado Avaro, trent’anni, l’uomo che nella notte tra sabato e domenica ha travolto e ucciso con la sua auto Claudia Muro, 16 anni, all’uscita di una discoteca di San Secondo di Pinerolo (Torino). Il gip Marco Battiglia ha convalidato l’arresto del conducente, che al momento dell’incidente aveva un tasso di alcol nel sangue superiore di tre volte ai limiti consentiti dalla legge. Già per tre volte, e sempre per guida in stato d’ebbrezza gli era stata ritirata la patente.

È stata così respinta la richiesta di scarcerazione, e in subordine quella degli arresti domiciliari, avanzata dal suo legale, l’avvocato Giancarlo Perassi, che ha sostenuto la tesi dell’omicidio colposo. Di diverso parere, e qui sta la novità il sostituto procuratore di Pinerolo, Francesco La Rosa, che ha ipotizzato l’accusa del dolo eventuale, proprio il tipo di imputazione che nei giorni scorsi ha aperto il dibattito tra politici e magistrati. Ora bisognerà attendere la decisione del gip che comunque ieri mattina durante l’udienza di convalida, presso il Tribunale di Pinerolo, ha convalidato l’arresto. Alla fine il trentenne è stato riportato nel carcere di Saluzzo (Cuneo).

Contemporaneamente, tra lacrime e tensione, si svolgevano i funerali della giovane vittima. Centinaia di persone si sono ritrovate nella chiesa di Pasta, la piccola frazione di Rivalta (Torino) dove la ragazza viveva. Tanti i fiori, i messaggi, gli striscioni e anche un manifesto di foto realizzato dagli amici per ricordarla. «Voglio amarti come non ho mai saputo, come se fossi la cosa più bella, come se fossi ancora viva», è stato, lo struggente, addio del fidanzatino di Claudia. Con il parroco accanto che ricordava la sua «straordinaria voglia di vivere». «Claudia non c’è più - ha detto il sacerdote rivolgendosi ai numerosi amici della ragazza -, ma sono sicuro che partirà con voi per le vacanze...».

E sempre ieri si sono svolte le esequie, alla presenza di oltre mille persone, di Melania e Davide, i due giovanissimi morti in un incidente stradale a Fiumicino. Ragazzi custodite i doni che Dio ci ha dato», ha detto nell’omelia il vescovo Gino Reali.