Le accuse di Assange ruotano attorno al condom

Julian Assage, il fondatore di <em>Wikileaks</em>, è accusato di stupro, molestie sessuali e coercizione. Ad accusarlo due donne con le quali ha fatto sesso e secondo cui l'hacker avrebbe &quot;deliberatamente&quot; evitato di usare il preservativo

Stoccolma - L’arresto "consensuale" di Julian Assange è arrivato al termine di settimane convulse che hanno visto coinvolte le cancellerie di mezzo mondo. Il 18 novembre la procura svedese ha riaperto a sorpresa un dossier contro l’ australiano - accusato da due donne svedesi di stupro, molestie e coercizione - e il tribunale di Stoccolma, lo stesso giorno, ha emesso un mandato d’arresto internazionale (in contumacia) nei confronti del 39enne hacker. Le accuse erano state formulate alla fine di agosto, dopo la denuncia delle due presunte vittime.

Le accuse Due donne di troppo, che hanno fatto scattare l'accusa di stupro e due di molestie sessuali. Accuse che nascono dai rapporti, in due casi non protetti dal preservativo, che l’affascinante e squattrinato Julian ebbe nell’agosto 2010 con due ammiratrici, che erano entrare in contatto con lui in occasione di un seminario tenuto a Stoccolma. Nel primo caso Assange era finito a letto con la ragazza. Né lui né lei contestano il fatto che durante il rapporto si fosse rotto il condom, un evento che in seguito però la donna ha definito "deliberato" da parte di Julian.

Stesso copione Anche nel secondo caso il copione si ripete. Avvicinato dalla ragazza, Assange non resiste e le fa la corte. Vanno a letto e fanno sesso due volte. Lui usa il preservativo, ma non fa il bis in un altro rapporto l’indomani mattina.