Accuse di blasfemia a cinque cristiani: ora rischiano la vita

da Islamabad

La polizia di Toba Tek Singh, 310 km a sud della capitale pachistana Islamabad, ha aperto un’inchiesta per blasfemia contro cinque cristiani locali. Tra di loro c’è anche un bambino di 11 anni, Daniel. La polizia del Punjab sta dando loro la caccia in tutta la provincia. Secondo il sito cattolico Asia News, i cinque sono accusati di aver espresso commenti irrispettosi nei riguardi di Maometto e di aver dissacrato dei fogli su cui era scritto il nome del profeta.
Uno dei cinque, Salamat Masih, è stato arrestato il 1° aprile scorso, mentre gli altri sono ricercati. Tutti devono rispondere di violazioni all’art. 295 C del Codice penale pachistano, la famigerata legge contro la blasfemia, che per situazioni come questa prevede pene durissime, fino alla pena di morte.
Secondo padre Bonnie Mendes, sacerdote locale, i cinque cristiani non hanno commesso alcun reato: «Si tratta di un caso totalmente costruito contro degli innocenti. La situazione nell’area è ora molto tesa, e la popolazione ha paura nonostante la polizia dica che è tutto sotto controllo», racconta.
Il giorno dopo l’arresto di Salamat Masih, una delegazione di cristiani locali ha cominciato una campagna per chiedere alle autorità locali di intervenire, perché nella gestione del caso sono stati commessi molti errori procedurali e sostanziali.