Accuse dei parenti: ambulanza in ritardo

«L’ambulanza è arrivata con 30 minuti di ritardo». A denunciarlo i parenti del giovane morto pochi giorni fa a Ladispoli e che in passato aveva avuto problemi di tossicodipendenza. I parenti del giovane all’arrivo del mezzo di soccorso hanno sfogato la loro rabbia insultando il personale sanitario e prendendo a calci e pugni l’ambulanza. «Soltanto pochi giorni fa avevamo rappresentato ai vertici regionali del 118 l’urgenza di dotare di nuovo di una seconda ambulanza il presidio di piazza Odescalchi, ma nessuno ha risposto alla nostra richiesta - ha sottolineato il Sindaco di Ladispoli, Gino Ciogli -. Siamo in presenza di una situazione non più sopportabile e non vogliamo più assistere al ripetersi di drammatici episodi. Insieme al collega di Cerveteri - ha proseguito - porteremo avanti una civile protesta in tutte le sedi competenti, a cominciare dalla Regione Lazio, e siamo anche pronti a mobilitare la popolazione».