Le accuse dei pm: «Tangenti in Eritrea per case-ospedale»

Enrico Lagattolla

Milano«Risponderò alle domande e mi difenderò», fa sapere l’assessore Pier Gianni Prosperini dal carcere di Voghera, dove è stato rinchiuso per evitargli l’impatto col melting pot di San Vittore. L’esponente del Pdl verrà sentito oggi dal giudice preliminare Andrea Ghinetti che gli contesterà le accuse di corruzione e truffa legate agli appalti per gli spazi informativi sulle tv locali (ieri i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Milano gli hanno sequestrato cinque conti correnti del valore di circa 230mila euro e cinque cassette di sicurezza), e che hanno portato al suo arresto in diretta tv nella serata di mercoledì. Ma ormai è chiaro che le accuse per gli spazi tv sono solo la parte emersa di una intensa attività investigativa a carico di Prosperini. E dalle carte depositate a corredo dell’ordinanza di custodia emerge - secondo quanto risulta al Giornale - un’altra indagine che ha preso corpo a carico dell’assessore, iniziata dalla Procura di Verbania e trasmessa per competenza a Milano: una storia di tangenti sull’appalto per la progettazione di un quartiere residenziale all’Asmara, in Eritrea.
Il cantiere modello doveva chiamarsi «Villaggio Genio» perché sarebbe dovuto sorgere sull’area - a ridosso del centro della capitale - su cui il Genio militare italiano aveva creato i suoi insediamenti negli anni Trenta. Si trattava, nel progetto originario, di una operazione ad alto contenuto sociale, con tutti gli appartamenti a piano terra privi di barriere architettoniche per ospitare i mutilati della guerra che ha insanguinato il Paese. Committente, il governo eritreo attraverso la Housing and commercial bank. Ma nell’affare, secondo il capo d’accusa, si sarebbe inserito Prosperini, approfittando del suo status di colonnello ad honorem dell’esercito eritreo e oliando la corruzione di chi doveva assegnare l’appalto. Per questo ora Prosperini è indagato per il reato 322 bis, corruzione internazionale, in concorso con due dirigenti dell’azienda - oggi fallita - che doveva conquistare l’affare: «In concorso tra loro e Prosperini con il ruolo di intermediario, corrispondevano ad agenti pubblici eritrei allo stato non identificati una somma pari a 130mila euro al fine di far ottenere alla ditta l’appalto, sottoscritto in data 5.12.03, relativo alla progettazione del cosiddetto Villaggio Genio del valore di 3.300.000».
Non è l’unica operazione illecita che Prosperini è sospettato di avere realizzato grazie ai suoi buoni rapporti con le autorità eritree. Nei giorni scorsi si era parlato di una vicenda legata alla compravendita di alcuni pescherecci. E a questo riguardo nelle carte dell’indagine si legge che in concorso con Fabio Duò (figlio del presidente del Cantiere Navale Vittoria di Adria, in provincia di Rovigo) «Prosperini quale intermediario corrispondeva ad agenti pubblici eritrei allo stato non identificati una somma di circa 749mila euro (pari al 5% della fornitura, di ammontare complessivo pari a 14.281.712,72) al fine di far ottenere alla Cantiere Navale Vittoria un contratto di fornitura di pescherecci alla Eritrean Marine Product. In data 12.11.03 Cantiere Navale Vittoria e Eritrean Marine Product stipulano un contratto per la fornitura di pescherecci. A fronte di tali forniture Duò pagava la somma di 749mila euro che perveniva sul conto nr.665837 acceso presso Ubs di Lugano, nella disponibilità di Prosperini e poi monetizzata».
Negli atti dell’indagine viene ricostruito nei dettagli come la somma perviene sul conto di Prosperini all’Ubs, in tre tranche tra il luglio 2005 e il novembre 2007, a fronte di tre fatture emesse a carico della Cantiere Vittoria dalla società viennese Htk, che ora la Procura sostiene essere una società ombra dello stesso Prosperini. Mentre dalle carte depositate non si capisce quali elementi portino gli inquirenti ad affermare che la somma sia stata poi girata da Prosperini a «agenti pubblici eritrei» non identificati per oliare la pratica. Ma la Procura ritiene accertato il passaggio, tanto che oltre a indagare Prosperini e Duò ha messo sotto inchiesta anche la Cantiere Vittoria in base alla legge 231 sulla responsabilità penale della società. Allo stesso modo, è stata indagata anche l’altra società per la vicenda del «Villaggio Genio» di Asmara.