Le accuse dell’assessore Merella: «Questa classe politica ha deluso»

Lui, i problemi del traffico li conosce bene, e da tempo. Per esperienza maturata sul campo: da assessore del Comune di Genova - una «pratica» ormai ultradecennale - si è occupato con frequenza quotidiana di code, aree di sosta, blocchi stradali e autostradali, e soprattutto di polemiche e proteste di automobilisti, motociclisti, pedoni e comitati di quartiere. Ha cercato sempre di dialogare, di mettersi dalla parte dell’utente del servizio e del disservizio. Ma ora, Arcangelo Merella, esponente di punta, ma critico, dei socialisti dello Sdi, non ci sta più. E accusa anche il proprio schieramento: «Non si può più andare avanti in questo modo».
Detto così, dal responsabile della Mobilità, è grave.
«Non scherzo. Dobbiamo parlarci chiaro. Nel dibattito in corso sulle infrastrutture Genova non è tenuta nella minima considerazione».
Lo vada a dire al governo e ai vertici delle amministrazioni locali. Di cui fanno parte anche i rappresentanti del suo partito.
«Lo dico, eccome, anche a loro. Ma allargo la considerazione a tutti gli amministratori che si sono succeduti in questi anni e hanno parlato alla gente di grandi opere indispensabili alla città».
Hanno mentito spudoratamente?
«Diciamo che non hanno dato seguito ai programmi annunciati. E qui identifico responsabilità politiche trasversali, centrosinistra compreso».
Ora si dice che le infrastrutture possono aspettare.
«Niente affatto. Genova ha assoluto bisogno di tre opere fondamentali: Terzo valico, nodo autostradale e nodo ferroviario. Da lì non si esce, altrimenti non lamentiamoci dei disagi. E non parliamo più di sviluppo, occupazione, di prospettive di 7 milioni di container sbarcati in porto».
Anche in queste ore, il camion ribaltato, l’autostrada chiusa, il ponente bloccato...
«Appunto. E allora, se siamo tutti d’accordo che bisogna provvedere, perché non ci diamo da fare di conseguenza?».
Ce lo spieghi lei.
«Partiamo dal Terzo valico. L’amministratore delle Ferrovie, Mauro Moretti, ammette che la linea attuale è utilizzata solo al 60 per cento, e per questo il nuovo tracciato ad alta capacità può attendere. E allora perché le Ferrovie non danno il via agli investimenti che possono rendere efficienti i binari che ci sono?».
Lei, assessore Merella, continua a fare domande. Noi vorremmo risposte.
«La risposta è una sola: ci vuole il Terzo valico, perché fra dieci anni il problema-traffico esploderà letteralmente».
Il nodo autostradale non sta meglio.
«Anzi. C’è stato tutto il tempo necessario per decidere se fare la gronda alta o bassa, ora bisogna passare alla fase realizzativa, altro che continuare il dibattito. Il viadotto sul Polcevera sta crollando a pezzi, mica possiamo aspettare che crolli del tutto prima di costruire l’alternativa. Ma non basta».
Cosa intende?
«Bisogna smetterla col metodo delle decisioni prese nelle stanze segrete. Ci vuole un processo partecipato, più trasparenza nei confronti dell’opinione pubblica e degli altri amministratori. Per quanto mi riguarda, sono venuto a conoscenza dei progetti dai giornali, quando erano già bell’e pronti!».
Resta il nodo ferroviario.
«Idem come sopra. Non ne possiamo fare a meno, ai fini del deciso miglioramento del trasporto locale. Si può discutere sull’ordine di priorità, non sul fare o non fare».
Il governo di centrosinistra non ci sente, i politici locali nemmeno. Lei, Merella, ci rifletterà quando verrà il tempo delle elezioni?
«Vedrò se sarò costretto a prendere atto che il governo è condizionato dai Comunisti italiani, da Rifondazione e dai Verdi. Io comunque sono interessato ai contenuti più che allo schieramento, e in vista delle elezioni chiederò posizioni politiche assolutamente chiare».