Accuse alla giovane amante ma Belmondo con lei è felice

Ipotesi, circonvenzione d'incapace. La polizia apre un’inchiesta sull’ex coniglietta e i parenti dell’attore insorgono. Lui giura: "Sono sano di mente"

Ma l’avete vista la foto dell’ex coniglietta di Playboy, Barbara Gandolfi? Una visione celestiale dinanzi alla quale il Peppino De Filippo del film «Toto, Peppino e la malafemmina» esclamerebbe il suo celebre: «E ho detto tutto...». Dello stesso avviso deve essere stato pure Jean Paul Belmondo che - quando era giovane, bello e famoso - aveva una fila di «Barbare Gandolfi» che sbavavano per lui. Bei tempi, caro Jean Paul.
Da allora è passato circa mezzo secolo e Belmondo ha tristemente virato sul Brutmondo, con tanto di ischemia celebrale che lo ha colpito nel 2001. In queste condizioni è difficile che le «Barbare Gandolfi» ti corrano più dietro come una volta; diciamo che sei tu che devi andartele a cercare. E a Jean Paul, cui le giovani donne continuano a piacere anche a 77 anni suonati, non è parso vero di fidanzarsi con quel gran pezzo della Barbara. Apriti cielo.
L’ex moglie di Belmondo, Natty Tardive, spalleggiata dai più stretti parenti dell’attore, si è fiondata dalla polizia belga per denunciare il «fattaccio». Già, ma quale «fattaccio»? Madame Tardive e i familiari dell’attore non hanno dubbi: «Jean Paul è vittima di una manipolazione da parte della sua compagna...». Indignata la reazione dell’avvocato della signora Gandolfi: «Ma quale manipolazione, la mia cliente ama sinceramente Belmondo ed è vittima di un’autentica caccia alle streghe!». Che il dubbio del raggiro (leggasi circonvenzione di incapace) deve essere però venuto anche allo stesso Jean Paul che infatti, tempo addietro, denunciò il comportamento «anomalo» della portentosa Gandolfi. Che a passare per coniglietta ci sta, ma non ci sta a passare per jena: «Ho denunciato la polizia belga per diffamazione...». La donna, trentacinquenne belga di origini italiane, accusa la polizia di «averle messo contro» Belmondo in seguito alla diffusione di alcune intercettazioni dalle quali risulterebbe l’«imbroglio» ai danni dell’anziano attore francese. Com’è come non è, sta di fatto che la Gandolfi - compagna di Belmondo da un paio d’anni - deve ora rispondere dell’accusa di truffa e riciclaggio di denaro. Un cospicuo tesoretto che gli inquirenti sono convinti che Barbara abbia sottratto a Jean Paul in maniera non proprio ortodossa. Sospetto infamante. Corroborato però da eloquenti intercettazioni telefoniche diffuse (legge-bavaglio, adieu) dalla radio francese Rtl: «Quando vale all’anno farsi un Belmondo?», chiedeva la Gandolfi il 25 aprile dello scorso anno all’ex marito, ineffabile gestore di locali di strip-tease in Belgio e a Dubai. «Questa frase e altri spezzoni di intercettazioni durante il processo sono stati fatti ascoltare fuori dal contesto proprio per spingere Belmondo a denunciare la signora Gandolfi», ribatte sdegnato il legale dell’imputata più sexy mai vista nel tribunale di Bruxelles. Quando in aula Jean Paul - convocato come testimone - ha incrociato il suo sguardo, si è sciolto come un Calippo al sole chiedendo di ritirare la denuncia. Troppo tardi, la macchina della giustizia belga ormai si è messa in moto e romba che è un piacere. Del resto, il tentativo di perdono in zona Cesarini da parte di Belmondo sembra confermare come l’attore sia in stato un po’ confusionale, anche se lui assicura «Sono sano di mente». La certezza, però, è che per Jean Paul la pace dei sensi è ancora lontana e - se per tenerla ulteriormente alla larga - c’è bisogno di spendere qualcosa, saranno soldi benedetti.
Scommettiamo che sarà d’accordo anche Barbara Gandolfi?