«Accuse infondate» del pentito a Schifani

«Palesemente infondate»: questo il giudizio del gip di Firenze Michele Barillaro sulle accuse rivolte all’attuale presidente del Senato Renato Schifani (nella foto) dal collaboratore di giustizia Francesco Campanella, l’uomo che falsificò la carta d’identità del boss Bernardo Provenzano. Quelle dichiarazioni del pentito di mafia non solo «non hanno avuto alcun riscontro» ma «in taluni casi sono risultate palesemente infondate». Procedimento archiviato, dunque. Campanella sostenne che nel ’94 l’allora sindaco di Villabate commissionò a Schifani, all’epoca avvocato, una consulenza per il piano regolatore che avrebbe dovuto favorire un boss mafioso.