Accuse via Internet a chi «ruba» i posti auto agli handicappati

«Se vuoi il mio parcheggio… prenditi anche il mio handicap!». Questo dice il fumetto della vignetta disegnata da Enzo Marciante, simbolo della nuova campagna di sensibilizzazione promossa da Parcheggi.it, sito Internet fondato dai genovesissimi fratelli Violante e interamente dedicato al mondo dei parcheggi. Una campagna, che vuole denunciare le difficoltà per i portatori di handicap di trovare i posti auto a loro riservati, soprattutto per colpa di chi raggira la legge o commette gravi leggerezze.
Un malcostume sempre più diffuso, che è vertiginosamente cresciuto da quando ai titolari del contrassegno è garantito non soltanto il parcheggio riservato ai disabili ma anche altre facilitazioni, come per esempio la sosta gratuita nelle blu area o accessi alle sempre maggiori zone a traffico limitato. In realtà, «grazie alla patente a punti» precisa Albino Strada, agente della polizia municipale, «il numero di persone che parcheggia in posti riservati senza autorizzazione è sensibilmente diminuito, ma è notevolmente aumentato il numero di coloro che utilizzano impropriamente le autorizzazioni o esibiscono contrassegni fasulli».
E così, per sfruttare le maggiori agevolazioni di cui possono avvalersi i titolari del contrassegno, la polizia municipale deve fronteggiare chi utilizza documenti originali alterati, fotocopie, pass completamente inventati o perfino contrassegni originali ma intestati a persone decedute. Oltre un centinaio i contrassegni ritirati nel 2006 dagli agenti Strada e Moretti, tra i più attivi nel sanzionare gli impostori per tutelare i veri automobilisti portatori di handicap.
Non solo denunce, ma anche numerose proposte. E queste vengono soprattutto da chi, è costretto a subire in prima persona, i comportamenti scorretti degli altri cittadini. Claudio Puppo, presidente nazionale Anglat, «chiede che venga riformata la legge in materia, ferma al 1983». Non solo attraverso più sanzioni e più controlli con il fine sia deterrente che repressivo, ma anche più chiarezza e uniformità nel rilasciare i contrassegni, che inoltre dovranno essere uguali a quelli emessi negli altri paesi dell'Unione Europea. «È troppo vago, come requisito necessario per ottenere il contrassegno, avere difficoltà di deambulazione perché spesso vengono inclusi anche chi ha deficit ad arti superiori, psichici o problemi oncologici» dichiara Puppo.