Le accuse di molestie erano false Lui è assolto e lei finisce nei guai

Ha rischiato una pesante condanna per alcuni presunti «palpeggiamenti» ai danni di una signora che aveva conosciuto in un centro sociale di Legnano. Per fortuna i giudici hanno creduto alla sua buona fede e lo hanno assolto. Non solo: per la presunta vittima si profila invece l’accusa di «subornazione», in quanto avrebbe promesso denaro ad un teste, per farlo deporre nella causa civile.
L’incubo per un ex impiegato pubblico di 55 anni era cominciato nel 2003 quando, per cercare qualche ora di svago, aveva iniziato a frequentare il centro anziani, dove incontra una donna divorziata, di 10 anni più giovane. La conoscenza fra i due è simile a quella che spesso si stabilisce fra tante persone, nulla di particolare, né di morboso.
Una domenica però, secondo la denuncia della donna, l’amico bussa alla sua porta per una visita di cortesia. Visita che sarebbe andata oltre le intenzioni della padrona di casa. Il pensionato ad un certo punto le avrebbe fatto bere una bevanda dall’effetto strano, capace di farle girare la testa. E così, approfittando del suo stato confusionale, si sarebbe lasciato andare a pesanti avance, che però non erano andate a buon fine. La signora infatti all’improvviso era stata colta da un malore che aveva mandato in fumo ogni progetto sessuale.
L’indomani la vicenda aveva preso la forma di una denuncia penale. Accuse negate con forza dall’imputato sin dal primo momento, poi di fatto smentite dal dibattimento ed anche dalla circostanza che la signora divorziata, da tempo risultava in cura presso un centro psicosociale, perché sofferente di patologia paranoide.
Ciò nonostante, visto che non si sarebbe accontentata di una condanna penale per il «molestatore», voleva anche aver ragione in sede civile, promettendo quattrini ad un teste di parte, che avrebbe dovuto presentarsi a deporre nella causa intentata per il risarcimento dei danni.