Acea, Alemanno: non farò regali

«L’Acea? Come la Lazio». È Francesco Rutelli a mettere altro pepe - accennando a somiglianze nella gestione delle due aziende - al termine di un bollente consiglio comunale sulla privatizazione di Acea. Una vicenda spinosa, mentre a piazza Venezia è in corso un sit-in antiprivatizzazione, che il sindaco tenta di chiarire una volta presa la parola: «Escludo l’ipotesi che il sindaco possa regalare le acque a qualche monopolio privato. Il 30 per cento di azioni che il comune manterrebbe cedendo il 21 per cento ai privati è comunque una percentuale altissima. Pensare che non sia abbastanza è un pregiudizio ideologico».
Parole che non placano l’opposizione schierata al varco. Prima con una mozione che parla di «svendita». Poi col cartello «Alemanno giù le mani dall’acqua». Infine con qualche siparietto. Come quello del consigliere comunale pidiessino Athos De Luca che consegna al sindaco una bottiglietta d’acqua piena di monetine «per simboleggiare la svendita di Acea e la mercificazione dell’acqua che è un bene pubblico».
Il Pd non cede di una virgola. «Il sindaco ha fatto un intervento da campagna elettorale. L’unica cosa positiva dell’intervento del sindaco è la marcia indietro sui tempi rispetto all’ipotesi di vendita visto il minimo storico del titolo in Borsa». Marroni ribadisce la contrarietà «al decreto Ronchi che tuttavia ci da tempo fino al 2015. Non si capisce quindi la fretta di Alemanno» che forse, aggiunge Daniele Ozzimo (Pd) «vuole assecondare alcuni potentati economici».
Propaganda di parte per il consigliere regionale del Pdl Donato Robilotta, per il quale l’accusa del Partito Democratico all’amministrazione capitolina di voler privatizzare l’acqua è falsa. «Anzi - aggiunge - è esattamente il contrario. Mi spiace che a prendere parte al fronte del no ci sia propria la candidata del centrosinistra, Emma Bonino, da sempre alfiere delle privatizzazioni. Francamente, non capisco come abbia potuto cambiare idea in così poco tempo». «Nel merito della privatizzazione - conclude Robilotta - il fronte del no, che trova nel Pd i massimi sostenitori, ha torto dal momento che se il Comune di Roma non scendesse al 40 per cento entro il 30 giugno 2013 e al 30 per cento entro il 2015 non potrebbe più gestire in house il servizio».
Il consigliere Dario Rossin vuole rassicurare la cittadinanza: «Come è stato possibile notare nella seduta odierna, questa amministrazione opera nella massima trasparenza nei confronti dell’Aula e dei cittadini. Nell’ambito della rimodulazione della partecipazione azionaria da parte del Comune nella utility Acea, sono state avanzate illazioni da parte del centrosinistra che ha strumentalizzato la vicenda». «E’ stata detta una lunga serie di inesattezze e non possiamo permettere che questo accada perché così si creano solo inutili allarmismi nei cittadini e negli stessi dipendenti dell’azienda». «Il centrosinistra ha fatto finta di non vedere l’esistenza di direttive europee - conclude - in merito alla cessione di quote azionarie da parte dei comuni nelle Municipalizzate, né dà il giusto peso a un mercato in continua evoluzione che, se non tenuto nella dovuta considerazione, rischierebbe di farci trovare impreparati alla scadenza comunitaria. Sono stati avviati una serie di ragionamenti ad ampio raggio che hanno come unico fine il miglioramento dei servizi. Il fine della mozione che ho presentato oggi in Consiglio comunale è proprio questo: garantire un’erogazione di livello alto per i cittadini. L’ennesima provocazione del consigliere De Luca oggi in Aula si commenta da sola».