Acea, le bollette dell’acqua ferme dal settembre 2006

Le bollette dell’acqua sono ferme da settembre. E a febbraio 2007 non vengono ancora emesse dall’Acea. Una buona notizia per i tartassati romani? Purtroppo no. Perché, seppure in ritardo, le bollette arriveranno agli incolpevoli utenti con conguagli salatissimi. Ma cosa c’è dietro? La strana storia ha inizio dopo lo scandalo delle «bollette pazze» dell’elettricità che arrivarono a molti romani sul finire del 2005. Un evento che costrinse l’Autorità nazionale dell’Energia a intervenire imponendo all’Acea di sospendere i pagamenti delle fatture errate, di aggiornare le letture dei contatori (120mila) e di avviare i rimborsi (entro 90 giorni) agli utenti che avevano già pagato (anche tramite domiciliazione bancaria). I manager dell’ex-municipalizza, messi sotto accusa da stampa e tv - dopo una prima fase di smarrimento - giubilarono un dirigente (come capro espiatorio) e decisero di cambiare il sistema informatico delle utenze. Per la realizzazione del progetto fu incaricata la Engineering Spa, già presente in azienda, che ne affidò la realizzazione alla Neta Spa (posseduta, in quel momento, al 70% dalla stessa Engineering). Però l’incarico ottenne maggior vigore quando la Neta Spa fu acquisita interamente dalla Engineering. La Neta, peraltro, vantava nel portafoglio clienti la gestione delle bollette dei contatori del gas, della luce e dell’acqua di aziende degli enti locali (7%) e grazie all’affidamento ottenuto da Acea si accresceva del 5%. Insomma la Neta si presentava bene, in quanto tolti i sistemi gestiti direttamente dalle grandi aziende del settore come Enel, Italgas e Acquedotto Pugliese, con 240 persone in organico e un accordo di cooperazione con Sap (Xetra), presentava buone credenziali nel campo dei servizi. D’altro canto la decisione di bloccare l’operativo Siu-Acea, per partire con un nuovo sistema più avanzato, non era male. Però il nuovo sistema stenta a partire e presenta qualche problema di troppo. Così quelle decisioni si stanno dimostrando azzardate: primo perché non si abbandona mai un sistema collaudato quando quello nuovo non è ancora pronto; secondo perché se non si aggiornano le «letture» - in attesa del nuovo - i dati mancanti, quando sarà pronto, ne ritarderanno ulteriormente la partenza. Le nuove bollette dovevano essere emesse il 23 gennaio, ma altri problemi ne hanno impedito la partenza, secondo un calendario per zone ben programmato. Così nel centro storico, a Ostia, Axa e al XIX municipio le bollette ancora non arrivano. Mentre i numeri verdi non rispondono più e gli addetti agli sportelli (malgrado l’assistenza prestata dai tecnici della Neta e del Centro elettronico), non sono in condizione d’assicurare risposte certe ai cittadini. Roba da Jene...
*(Presidente dell’Associazione piccoli azionisti Acea)