«Achille in Sciro», opera d’antan che intrattiene e fa sognare

Siamo un po’ bestie, noi nostalgici. Troppe volte rimpiangiamo cose che ci sono ancora e che siamo noi i primi a trascurare. Per esempio, i concerti e le opere alla radio d'estate: bastava una transistor sotto gli alberi, e la fantasia si trasferiva ascoltando incantata. Adesso la qualità dell'ascolto può essere eccellente, e Radiotre, dove arriva, ci riempie di eventi, di documenti e commenti. Occasioni felici o almeno istruttive.
L'altra sera dal cortilone armonioso di Martina Franca ci ha fatto conoscere un'opera dispersa dalla memoria storica: Achille in Sciro di Sarro, con la gioiosa disponibilità del direttore Sardelli, la densa voce di Gabriella Martellaci, l'abilità accanita di Maria Laura Martorana. L'opera aveva inaugurato il Teatro San Carlo di Napoli 270 anni fa, e ci fa lungamente sostare in un canto di impulsi brevi, di variazioni insistenti, una specie di partitura tutta ricci, quasi aspettando qualcuno che oltre a intrattenerci, ci facesse volare con lui.