"Achtung bambini": il libro-denuncia di Giuliano Crisalli

Un reportage dal mondo dell'infanzia rubata, presentato alla Camera da Bruno Tucci, Eolo Parodi, Gabriella Carlucci, Roberta Pinotti, Maria Latella, Elisabetta Scala

Bambini abbandonati nei cassonetti o costretti a lavorare in fabbrica; bambini-soldato e piccoli accattoni; minori costretti a prostituirsi o fornitori di «pezzi di ricambio» per i trapianti. É un mondo orribile quello di cui parla il libro di Giuliano Crisalli, ma purtroppo è un mondo vero, quello in cui viviamo. Quello in cui si registrano dati impressionanti come questi: 297 milioni di piccoli tra i 5 e i 14 anni che lavorano, di cui 171 milioni in condizioni pericolose; 300 mila gettati in prima linea come carne da macello, trasformati in «soldati» in miniatura attraverso la droga; 120 milioni che vivono nelle strade, la metà in Sud America, soprattutto riciclando i rifiuti nelle discariche. «Achtung bambini. Reportage dal mondo dell'infanzia rubata»(ed.Redazione) è statto presentato ieri nelle sale della Camera dei deputati di palazzo Marini, dal presidente dell'Ordine dei giornalisti del Lazio Bruno Tucci, dal presidente dell'Enpam (ente di previdenza dei medici) Eolo Parodi, dalla vicepresidente della Commissione parlamentare per l'infanzia della Camera Gabriella Carlucci e dalla sua omologa al Senato, Roberta Pinotti, dalla presidente del Moige Elisabetta Scala e dalla giornalista Rai Paola Ferrari. In 4 anni di ricerche Crisalli, che ha alle spalle una lunga carriera di inviato speciale, ha raccolto una serie di documenti per ricostruire il mosaico degli orrori e dei soprusi di cui sono vittime i più piccoli. É un «j'accuse» che chiama in causa tutti, a cominciare dai potenti e dalle istituzioni, perchè intervengano concretamente contro questi fenomeni. «Siamo di fronte a un quadro terrificante - scrive l'autore nella premessa al suo libro- anche e soprattutto per la debolezza degli sforzi della società. E la società siamo noi, tutti cittadini del mondo, non solo le forze dell'ordine di tutti i Paesi...La società siamo noi e il nostro silenzio». Chi non vuole sapere, avverte Crisalli, è meglio che queste pagine non le legga: perchè ci sono storie di persone vive, oltre alle cifre, alle statistiche e alle prese di posizione di organizzazioni umanitarie come l'Unicerf. «Un pugno allo stomaco, che scuote la coscienza-, lo ha definito Parodi- e fa capire ai medici di avere un ruolo primario nella lotta a questi abusi». La conoscenza è solo l'inizio, spiega Crisalli,della strada per trovare la soluzione a un problema. Il suo libro è ora prezioso, hanno asssicurato la Carlucci e la Pinotti, anche per il lavoro parlamentare che il parlamento porta avanti per tutelare l'infanzia. Spazia tra tutti i continenti, con testimonianze vere dall'Africa, racconti dagli slums e dalle città proibite dell'Asia, storie raccapriccianti dalle Americhe. Esamina per tema diversi problemi, come quello del mercato delle adozioni, della prostituzione e pedofilia, del traffico per i trapianti. La particolarità è che, tra tanti numeri, dichiarazioni, documenti, raccolti e studiati da vecchio cronista per trarne qualcosa di utile e di nuovo, Crisalli non perde mai il suo occhio straordinariamente umano. E, infatti, chiude così il volume. «Ho finito. Leggo dentro di me quello che ho scritto raccontando tante orribili storie e così rivedo ai marginidella strada un bimbo mutilato, le mani sporche di terra, gli occhi spalancati che mi fissano. Non riusciamo a sorriderci. Vorrei allungare la mano per fargli una carezza. Gli chiedo, invece, scusa. Non mi sono mai sentito così solo. E pieno di vergogna».