Acilia, pirata della strada investe e uccide un’ucraina

L’impatto sulle strisce: alla guida dell’auto una giovane romena che è stata denunciata

Travolta e uccisa sulle strisce pedonali dall’ennesima auto pirata. Rintracciata e fermata la ragazza al volante. «Ieri sera ho dimenticato la macchina aperta con le chiavi attaccate» racconta ai carabinieri di Acilia R.R., romena di 25 anni proprietaria della Renault Clio abbandonata a pochi chilometri dall’incidente. Poi scoppia a piangere, disperata. «Ho sentito un rumore, pensavo di aver urtato un cassonetto» aggiunge.
Denunciata a piede libero (per ora) con le accuse di omicidio colposo e omissione di soccorso la giovane barista di Acilia che all’alba di ieri ha centrato in pieno Ahlaya Kounichuk, una colf ucraina di 59 anni. Uno schianto terribile che ha svegliato gli abitanti di via di Dragone, accorsi in strada per aiutare la donna. Quando i sanitari del 118 arrivano sul posto le sue condizioni sono disperate. Trasportata all’ospedale Grassi di Ostia, Ahlaya muore. Sull’asfalto una chiazza di sangue, uno specchietto retrovisore appartenente a un’utilitaria francese e un frammento di paraurti con un pezzo di parafango. Il colore è grigio metallizzato: abbastanza per iniziare la caccia all’auto killer. «Le indagini sono scattate subito - spiega il capitano dei carabinieri Fabrizio Cassatella, comandante di Ostia - in tutte le carrozzerie, i garage e i meccanici di zona». I militari non credono ai loro occhi quando, in piazza San Leonardo da Porto Maurizio, trovano una Clio con il parabrezza infranto, lo specchietto destro mancante e il muso semidistrutto.
I rottami in mano ai vigili urbani del XIII sono compatibili. La vettura è parcheggiata da manuale. Non ci vuole molto per risalire all’intestataria. Mentre il figlio della vittima è sotto choc in ospedale, inizia un lungo interrogatorio per la presunta omicida. La giovane, intenta a lavorare in un bar vicino, segue i militari in caserma. È confusa, dice poche cose, accenna alle portiere lasciate aperte mercoledì notte. Poi crolla in un pianto che per gli inquirenti vale una confessione. I datori di lavoro aggiungono che la ragazza è arrivata in ritardo. Secondo una prima ricostruzione la 60enne, sposata e madre di due ragazzi, era uscita di casa poco dopo le 5 per prendere il primo bus per Acilia. Si recava come ogni mattina nella capitale dove lavorava presso alcune famiglie. Da via Barasso raggiunge via di Dragone. È ancora buio quando scende dal marciapiedi all’altezza delle strisce. In quell’istante arriva la Clio diretta verso via dei Romagnoli. Lo schianto la scaraventa ad alcuni metri di distanza mentre l’auto pirata si dilegua.