Acilia Ucciso Salomone, boss della banda della Magliana. Caccia a due killer in moto

Ucciso con due colpi di pistola in faccia da due sicari in moto. È morto così Emidio Salomone, pluripregiudicato di 55 anni, referente numero uno della Banda della Magliana sul litorale. Un omicidio che ricorda in maniera impressionante quello Paolo Frau nel 2002, suo amico fraterno e collega di malavita nel gruppo di fuoco di Abbatino e compagni. Un fatto di sangue che rompe la pax mafiosa durata 7 anni. Sono le 19,45 di ieri, due killer a bordo di una moto di grossa cilindrata lo aspettano in via Cesare Maccari, davanti a una sala giochi ad Acilia. Salomone, di Ostia ma residente all’Infernetto, sta per entrare in auto quando, all’improvviso, spuntano due uomini, casco in testa. Lo chiamano, lui si gira. Pochi secondi dopo crolla a terra in un lago di sangue. Salomone era già sfuggito a un agguato mortale, sempre ad Acilia, nel 1991 quando 5 uomini affiancarono la sua auto e spararono contro Pietro Sante Corsello, seduto accanto a lui, uccidendolo. Personaggio d’eccezione, Salomone, considerato a torto dalla squadra mobile romana il mandante proprio dell’omicidio Frau. Il latitante «eccellente» dell’operazione Anco Marzio avviata per scardinare un sodalizio criminale che avrebbe fatto di Ostia la base internazionale del narcotraffico, viene arrestato in Danimarca ma scarcerato il giorno dopo la sua estradizione in Italia per insufficienza di prove. Non era era stato accusato solo di traffico di droga Salomone. Il suo nome entra di diritto nella storia della mala romana nel ’93 quando, durante l’operazione «Colosseo» viene catturato assieme ad altri 70 criminali. Gente del calibro di Danilo Abbruciati, Renatino de’ Pedis, Vittorio Carnevale, Edoardo Toscano, Enrico Nicoletti, Maurizio Abbatino, Massimo Carminati, Enrico Colatigli, tanto per rendere l’idea. Le accuse vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso all’estorsione, usura, armi. A coordinare le indagini i carabinieri del colonnello La Gala.