Acqua «benedetta» e cani anti-malocchio: medium in manette

Associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Presi anche i suoi collaboratori. Decine di anziani raggirati

Anche cento euro per mezzo litro d’acqua «benedetta», nella speranza di lasciarsi alle spalle problemi di salute, amore, lavoro. Cento euro pagati, in realtà, per un «miracolo» da rubinetto. Nel raggiro cadono decine di anziani. In manette, invece, finiscono una sedicente medium e due suoi collaboratori, madre e figlio. L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata e continuata.
Un anno fa la denuncia da cui nasce l’inchiesta, coordinata dal pm Giusi Barbara. Una coppia di giovani racconta ai carabinieri di aver versato, nel corso del tempo, centomila euro alla sensitiva. La donna, un’impiegata di 33 anni, li aveva convinti ad acquistare oggetti anti-malocchio (sale, vestiti usati, persino una cane venduto a 3mila euro) e bottiglie d’acqua «radiata», come le definiva. Liquido benedetto dagli influssi delle anime dei defunti, che i clienti avrebbero dovuto bere, versare sugli abiti e spargere in casa. L’effetto miracoloso era «garantito», e ogni insuccesso diventava il pretesto per insistere nel rimedio. E farsi pagare. Chi decideva di uscire dal «giro», veniva trattenuto con le minacce. «A breve ti troverai sulla sedia a rotelle - si dice in una telefonata intercettata -, per evitarlo c’è da fare un lavoro che costa 800 euro».
Nel corso delle perquisizioni effettuate dai carabinieri sono stati ritrovati in casa della medium e della complice una settantina tra anelli, collane e orologi d’oro che - sospettano gli investigatori - erano il pagamento dei clienti ormai privi di denaro, documentazione bancaria e una cassetta di sicurezza. Le vittime erano scelte soprattutto tra gli ex clienti del marito della socia, un pranoterapeuta morto nel 1997 che si era conquistato la fiducia di molti pazienti, e che gli inquirenti definiscono una persona onesta. Era la vedova, 52 anni, a contattare gli ex clienti e a comunicare loro che la giovane medium era divenuta la sua interlocutrice. Il figlio 21enne, invece, fissava gli incontri con la sensitiva, che avvenivano nell’appartamento dei due. Una realtà «sotterranea» fatta di passaparola, promesse e denaro. Da un lato, le persone truffate (15 quelle individuate sinora, ma potrebbero essere molte di più), dall’altro «gli indagati che - scrive il gip Guido Salvini nell’ordinanza di custodia cautelare - mostrano chiaramente di non credere in alcun modo loro ai pretesi poteri, ai contatti con i defunti e alle proprietà benefiche dell’acqua radiata, tanto che nelle conversazioni intercettate qualificano in termini sprezzanti come creduloni i loro clienti, semplici soggetti da mungere e non da guarire».