Acqua come champagne: bottiglietta a 2 euro

Nel fine settimana di caldo torrido rincari anche per gelati e bibite. I consumatori: «Ora basta speculazioni»

Giacomo Susca

L’ultimo week end nel «deserto» di Milano, a 40 gradi e coi negozi chiusi per ferie, ha lasciato il segno. Soprattutto a sentire gli operatori del Codacons che ieri mattina, al rientro in ufficio, hanno trovato un bel lavoro tra messaggi in segreteria e posta elettronica. Oggetto delle segnalazioni dei milanesi i prezzi folli degli ultimi giorni in bar e chioschi (specie nel centro storico), dove le tariffe di bibite e gelati si sarebbero impennate al pari della colonnina di mercurio.
«Ora basta con le speculazioni sul caldo - avverte Mauro Antonelli, portavoce dell’associazione a tutela dei consumatori - non è possibile che ci siano esercenti che approfittano dell’afa per far pagare acqua minerale come champagne». Una ventina i cittadini, infatti, che hanno preso la cornetta o acceso il computer e spedito un’e-mail per denunciare l’acquisto di una bottiglietta di acqua minerale da mezzo litro alla cifra di 2 euro, e altri episodi simili. In un bar nelle vicinanze del Castello, ad esempio, una coppia avrebbe pagato 14 euro per un gelato da due gusti e due tazzine di caffè. «Per noi sono prezzi elevatissimi e ingiustificati - continua Antonelli - più che raddoppiati rispetto al valore medio delle consumazioni nella stagione estiva». In effetti, sempre secondo il Codacons, a Milano una mezza naturale al bancone non dovrebbe superare l’euro. «Un euro, invece, è arrivato a costare un bicchiere. Per non parlare del fatto che prima della moneta unica la bottiglietta di plastica costava massimo mille lire, praticamente la metà».
Dietro il caro da solleone, suggeriscono gli stessi consumatori, ci sarebbe anche la non corretta indicazione del listino prezzi da parte dei titolari. «Se il cliente non riesce a capire prima quanto dovrà sborsare, poi è più semplice barare sul prezzo che si richiede», spiega l’associazione. L’esposizione chiara e ben visibile delle tariffe finali è l’arma più immediata a disposizione dell’utente per girare al largo da chi agisce in maniera disonesta. «Noi però chiediamo alla polizia annonaria di intensificare i controlli e di multare tutti i bar ed i chioschi che disapplicano le regole del buon commercio», è l’appello lanciato dal Codacons.
Dopo tre giornate di fuoco, il caldo ha intenzione di non mollare; resta da capire se i casi sollevati dai cittadini siano frutto di una strategia premeditata o se invece si tratti solo di abusi isolati. Percorrendo gli oltre due chilometri che separano piazza San Babila dal Castello Sforzesco, si incontrano decine di bar - alcuni dei quali davvero eleganti - e numerosi chioschetti decisamente più «informali», dove lo scontrino è di frequente un optional.
In effetti, il prezzo di una bottiglietta d’acqua oscilla tra 1 euro e 1 euro e 50, ma i 2 euro di cui sopra sembrano proprio un’eccezione. Per una Coca o un’aranciata si sale a 2-2,50 mentre per una birra in bottiglia si può pagare fino a 4 euro. Quanto alle granite, si parte da 1,80-2 euro del formato piccolo fino ai 3-3,50 del bicchiere maxi. I gelati? Coni e coppette da 1,60 a 3,60 a seconda delle dimensioni. Altrimenti, c’è sempre l’economico ghiacciolo (80 centesimi circa) o quelli confezionati (spesa massima 2,50 euro). Da asporto, si intende. Perché ai tavolini - magari al soffio dei nebulizzatori e con vista Duomo - le maggiorazioni raggiungono, e a volte superano, il 100 per cento.