Acqua, gestione ai privati è legge: barricate Idv

Approvato in via
definitiva il dl salva infrazioni Ue con le
norme sulla privatizzazione dell’acqua. Si interviene anche sull’azionariato delle
società ex municipalizzate: i soci pubblici dovranno scendere sotto il 30%. Bagarre Idv in Aula. Di Pietro annuncia il referendum abrogativo

Roma - La Camera ha approvato in via definitiva il decreto legge salva infrazioni Ue con le contrastate norme sulla privatizzazione dell’acqua. L’opposizione teme che l’affidamento ai privati del servizio idrico, pur mantenendo pubblica la proprietà della rete, possa portare a un incremento delle tariffe. Il provvedimento interviene anche sull’azionariato delle società ex municipalizzate, Acea, Iride, Hera ed Enia e prevede per i soci pubblici l’obbligo di scendere al 30% entro il dicembre 2015. Bagarre Idv in Aula, dove sono stati esposti manifesti con il disegno di un'Italia "disidratata". E Il leader Antonio Di Pietro ha, già, annunciato un referendum abrogativo.

Le rassicurazioni di Ronchi In una conferenza stampa a palazzo Chigi il ministro per gli Affari Comunitari Andrea Ronchi ha detto poco fa che "l’acqua è e resterà un bene pubblico non privatizzabile". "I rischi sulla tariffa non sono un rischio futuro, ma la fotografia dell’esistente, se è vero che esistono differenze tra regione e regione e spesso si paga di più dove il servizio è più carente", ha puntualizzato il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, rispondendo a chi paventa un rialzo delle tariffe sull’acqua a seguito della privatizzazione. "La gestione dei servizi idrici - ha spiegato - avverrà per il tramite di gare, che devono essere attivate e cui potranno possono partecipare sia le società private che pubbliche a condizione che si attivi concorrenza che va solo a beneficio dei cittadini".

La protesta Idv "Noi dell’Italia dei valori parteciperemo tutti e da singoli alla manifestazione del 5 dicembre - ha detto il leader Idv, Antonio Di Pietro, - ci parteciperemo da cittadini, lasciando che sul palco salgano gli operai di Eutelia, i lavoratori precari della scuola, coloro che non hanno voce e a cui noi vogliamo dare voce. Quei cittadini, signor presidente del Consiglio a cui lei, oltre che la voce, toglie ora anche il diritto di bere e di respirare, attraverso la deriva delle privatizzazioni". Di Pietro ha parlato di "leggi schifezza" imposte dal governo anche a una maggioranza che non le voterebbe se non fosse per il "ricatto delle elezioni, poiché la legge elettorale prevede che tutti i parlamentari siano nominati dal sultano di turno e non dal popolo italiano".