Acquazzoni e vento a 70 km orari: putiferio in città e sul litorale Nord

Alessia Marani

Roma flagellata dalla pioggia, sferzata dal vento che «corre» fino a 70, 80 chilometri orari. Ma la situazione peggiore è sul litorale, soprattutto Nord, compreso tra Fiumicino e Tarquinia, fino a Civitavecchia, dove ieri è affondata addirittura un’imbarcazione di 7 metri attraccata in porto. E qui il ricordo vola subito all’alluvione del 15 novembre scorso, quando migliaia di persone si ritrovarono con le case sommerse dall’acqua e danni per complessivi milioni di euro, tanto che la Regione ha da pochi giorni dichiarato lo stato di calamità per le zone colpite. Un putiferio che ieri si è in parte ripetuto sul versante della Tuscia che si affaccia al Tirreno e che si teme possa ancora peggiorare se la situazione meteo non migliorerà nelle prossime ore.
Già da venerdì sera il sindaco di Tarquinia aveva disposto lo sgombero immediato per motivi di sicurezza di alcuni comprensori di Marina Velca e Case Bianche, epicentro degli allagamenti di due settimane fa. Non solo. Da ieri il fiume Tevere, nel tratto viterbese tra le località di Gallese e Civita Castellana, è sorvegliato speciale. Gli esperti dell’Ardis (l’Agenzia regionale per la difesa del suolo) effettuano d’ora in ora un monitoraggio sul livello dell’acqua e dei suoi affluenti, soprattutto del Marta e del Mignone, il cui straripamento causò la precedente alluvione, in continuo contatto con la Prefettura e la Provincia di Viterbo pronte a mobilitare la Protezione Civile.
Intanto, domani, una riunione tra Ardis, strutture regionali competenti ed enti locali, verrà deciso un primo stanziamento di 1 milione e 200mila euro per la bonifica dei fiumi (il Tevere e i suoi affluenti nei tratti interessati) e il ripristino dell’efficienza dei canali.
Dalla notte di venerdì sono migliaia le chiamate di Sos giunte alle sale operative provinciali dei pompieri. Cartelloni abbattuti, alberi precipitati, abitazioni e strade allagate, solai e coperture di tetti e balconi precipitate: gli ultimi bollettini meteo rilasciati dalla Capitaneria di Porto di Civitavecchia non lasciano ben sperare e segnalano ancora forte vento di libeccio in arrivo e mare forza 7. Ieri mattina in appena venti interventi i vigili del fuoco hanno dovuto liberare strade e viali da rami, lamiere e cartelloni piombati abbattuti dal vento che ha fatto «strage» anche di tegole e antenne Tv. Tre auto in sosta sono state gravemente danneggiate dallo schianto di una cancellata, danni per le mareggiate anche negli stabilimenti balneari.
A Ostia c’è allarme anche all’Idroscalo, dove una trentina di famiglie sono state sgomberate in via precauzionale per la notte e ospitate in una struttura alberghiera a spese del municipio. Lungomare impraticabile, alberi e rami pericolanti lungo la via Cristoforo Colombo e la via del Mare. All’aeroporto di Fiumicino, nel pomeriggio, numerosi voli hanno subito ritardi di almeno 20 minuti dovuti al maltempo e alle relative difficoltà di decollo e atterraggio. In paese il forte vento forte ha fatto cadere alcuni alberi in via Trincea delle Frasche e in via Moschini e, a Maccarese, in via dell’Arrone e in viale Maria, creando disagi e rallentamenti alla viabilità.
Nell’area del litorale romano, comunque, i violenti acquazzoni si sono succeduti soprattutto fino al tardo pomeriggio, in serata la pioggia si è spostata in città, a Roma dove vento e acqua avevano già causato diversi problemi fin dalla nottata precedente. Alcune decine di alberi sono caduti, soprattutto sul lungotevere Maresciallo Cadorna, in via La Monachina all’Aurelio e in via Cernaia nei pressi della stazione Termini. Problemi persino alla sala operativa del 118, sede dell’emergenza sanitaria, per un parte di controsoffitto precipitata al suolo.
Problemi anche la pronto soccorso del policlinico di Tor Vergata, dove anche qui per un controssoffitto caduto si è lavorato in condizioni di estremo disagio. Le violente raffiche di vento, poi, hanno fatto crollare il terrazzamento di un palazzo di quattro piani a Castel Madama. La guaina e tutto il rivestimento sono caduti giù abbattendosi su tre auto parcheggiate, andate semidistrutte. Danni minori sono stati registrati in tutta la media valle dell'Aniene dove il vento ha spazzato via dai palazzi tegole e vasi.