Le acque laziali risultano di scarsa qualità

Qualità delle acque «preoccupante» e illegalità su mari e coste in aumento. Il Lazio si aggiudica, con oltre quattro reati al chilometro, il quarto posto nella classifica dell’illegalità, subito dopo Sicilia, Puglia e Campania. In totale, i reati accertati sono stati 1.503, con una crescita di quelli legate all’inquinamento delle acque del 154% rispetto al 2003. Oltre 400 le persone denunciate o arrestate e 786 i sequestri effettuati. Questa la fotografia presentata ieri da Goletta Verde di Legambiente, che ogni estate da vent’anni informa in tempo reale sulla qualità delle acque di balneazione. Al Lazio anche il primato italiano delle Bandiere Nere, i vessilli che vengono consegnati dall’organizzazione ambientalista ai pirati del mare. Il fenomeno più «preoccupante» è «la qualità delle acque», sottolinea la portavoce di Goletta Verde Rina Guadagnini. «Nessun campione prelevato è risultato privo di contaminazione e ben il 74,2% dei campioni è risultato di bassa qualità».