Le acque migliori in Friuli e Basilicata

Bocciate tre regioni: la peggiore è la Campania

La sufficienza, nella graduatoria di Legambiente, la raggiungono dodici regioni su quindici. Stiracchiata quella del Lazio: un sei tondo tondo, su cui pesa soprattutto un numero elevato di infrazioni e un 34,7 per cento di litorale a rischio erosione. Le acque laziali sono comunque pulite al 91,3 per cento: meglio hanno fatto Sicilia (92 per cento), Sardegna (93,9 per cento), Veneto (94 per cento), Liguria (97 per cento) e le due capoclassifica, Basilicata e Friuli, decisamente imbattibili con il cento per cento di acque cristalline.
Il pericolo di erosione è elevato soprattutto in Basilicata (è a rischio la metà delle coste), Calabria (59,3 per cento) e Molise, dove l’89, 5 per cento del litorale rischia di scomparire. Per quanto riguarda il numero di illegalità commesse in rapporto alla superficie costiera, il record negativo spetta al Veneto (dove la proporzione è del 6,43), seguito da Campania (5,92) e Marche (a quota 4,4). L’altro primato poco invidiabile è quello dell’abusivismo: in prima fila, secondo le rilevazioni di Goletta verde, compaiono Sicilia (20,6 per cento della superficie demaniale), Puglia (14,5 per cento) e, a pochi passi di distanza, Campania e Calabria (rispettivamente al 12,9 e al 12,8 per cento). Le «vele blu», il premio alle spiagge migliori della penisola, sono andate soprattutto alla Sardegna, con una media di 3,4 litorali segnalati; ultimo in classifica il Molise: solo un riconoscimento.