Acrobazie metropolitane? È la Testaccio dei «traceur»

Spettacolari volteggi sull’asfalto per dare il benvenuto all’ultima nata della casa francese

Acrobati dell’asfalto e musica rap per dare il benvenuto (bagnato) alla New Clio, l’ultima nata in casa Renault. Per tre giorni via Monte Testaccio, uno dei luoghi di maggior vita della capitale, si è trasformata nel colorato palcoscenico di «Clio Street», iniziativa della divisione italiana della Renault. E se la pioggia ci ha messo del suo il successo di pubblico non è però mancato.
Per l’occasione la zona è stata interamente personalizzata con megaschermi, rampe, pedane e naturalmente l’esposizione in grande stile dell’auto. Una manifestazione, portavoce «su strada» dei gusti e degli stili di vita del target di Clio III, che sono soprattutto i giovani tra i 18 ed i 34 anni. E chi, meglio del «traceur», il praticante del Parkour, comunica i valori di dinamismo, fluidità, vitalità, precisione e libertà sulla strada?
Il Parkour (neologismo ottenuto inserendo una K nella parola francese parcours - percorso) è l’arte dello spostamento metropolitano. Ed è proprio un «traceur», che al termine dell’ultima evoluzione si trasforma nell’automobile della Renault nel pirotecnico spot televisivo creato per il lancio in Europa della nuova Clio. Il Parkour è uno sport piuttosto noto in Francia (dove la disciplina è nata, circa quindici anni or sono), ma ha adepti anche negli Stati Uniti, in Inghilterra, Finlandia, Brasile, Canada, Svezia, Russia e Australia. In Italia è una delle ultime mode metropolitane e si sta diffondendo a macchia di leopardo. I praticanti del Parkour, chiamati «traceurs», ovvero «creatori di percorsi», aspirano a superare in modo creativo le barriere naturali o artificiali che si trovano sulla loro strada (muri, scalinate, pareti, pendii, precipizi).
Chi pratica il parkour si destreggia in salti, evoluzioni, capriole, volteggi, cadute e arrampicate per tracciare nuovi percorsi. Una nuova via antiobesità contro gli ingorghi?