Action insedia 186 famiglie nel palazzo vuoto dell’Inpdai

Il movimento Action di lotta per la casa al cittadino ha creato un nuovo dicastero: il «ministero dell’abitare», tenuto a battesimo ieri mattina con l’occupazione del palazzo ex sede dell’Inpdai di via Catania. All’interno della struttura, rimasta vuota per 6 anni, si sono insediate 186 famiglie di nazionalità italiana e straniera che, in nome del diritto alla casa, chiedono provvedimenti di edilizia popolare e una nuova legge in materia. Tra i vari striscioni esposti alle finestre ce n’è anche uno firmato dagli occupanti «senza titolo» provenienti dal residence Val Cannuta. «La legge 431/98 sul libero mercato va riscritta - ha detto Massimo Muccari di Action - per evitare situazioni in cui manchi la dignità abitativa». «Proponiamo una nuova legge sull’abitare - ha aggiunto Andrea Alzetta - in nome dei precari, delle famiglie monoreddito e di chi è colpito da sfratto. Aspettiamo in questo senso un segnale dalla politica nazionale». Gli occupanti parlano di 610 stanze nel palazzo di via Catania, dove oggi alle 18 è in programma un’assemblea pubblica in cui spiegheranno le loro ragioni (invitati politici e amministratori tra i quali il ministro Ferrero). Pieno sostegno all’iniziativa è stato espresso dal consigliere regionale dei Verdi Peppe Mariani: «Mentre la situazione abitativa assume dimensioni sempre più tragiche, la politica dimostra la sua incapacità di fronte alle migliaia di persone che vivono nelle baracche sulle rive del Tevere. Trovo perciò legittima un’occupazione che richiama l’attenzione su un’emergenza reale». Nel comunicato di Action si legge poi che «l’amministrazione in 5 anni ha assegnato soltanto 800 abitazioni e malgrado ne abbia promesse altre 20mila entro il 2011 ha già dichiarato di non avere i soldi per realizzarle. Dovrebbe attuare il programma di politiche abitative della delibera 110 scritta con i movimenti e mai applicata». Mentre Fabio Rampelli, deputato di An, ha commentato che «esiste una tolleranza inaccettabile nei confronti dei centri sociali che occupano immobili privati grazie a un sindaco che mortifica le forze dell’ordine e legittima l’esproprio proletario». L’occupazione è stata pacifica. Tuttavia in serata fischi e urla hanno accompagnato l’arrivo di una camionetta della polizia.