Action «okkupa» Bankitalia

È durato il tempo di una nottata l’accordo raggiunto lunedì sera fra Action e il Comune, dopo l’ennesimo sit-in in piazza del Campidoglio da parte di circa 400 esponenti dei movimenti per la casa. Nel testo scritto a penna, al termine di un pomeriggio di proteste e di un incontro durato quasi tre ore a cui avevano preso parte anche il delegato del sindaco alla Casa, Nicola Galloro, e l’assessore alle Politiche abitative, Claudio Minelli, si prevedeva che Action e gli altri occupanti avrebbero nel prossimo mese sospeso le occupazioni, a cominciare da quelle di via Catania e Corso Italia. Non era scritto in quel documento, ma coerenza vuole che altre occupazioni non avrebbero dovuto esserci.
Così non è stato. Ieri mattina circa 100 persone, esponenti di Action, fra cui alcuni bambini, hanno occupato la sede della Banca d’Italia in via XX Settembre 97, per avere un incontro con il governatore, Mario Draghi, a cui chiedere, si legge in un comunicato dello stesso movimento, «l’apertura di un tavolo di trattativa per risolvere il caso dello stabile di via Carlo Felice, di proprietà della Banca d’Italia».
In quell’edificio, da due anni, vivono illegalmente circa 70 nuclei familiari. Sul palazzo, secondo gli occupanti, pendeva una richiesta di sgombero. Ecco allora la necessità di ricorrere a quello che per Action e per tutti i movimenti per la casa è diventato un mezzo ordinario per farsi ascoltare: l’occupazione. Che a Roma pare funzionare, tanto è vero che ieri una delegazione di Action è stata ricevuta da rappresentanti della Banca D'Italia. «Il direttore Giambattista Chiarenza ha garantito il suo impegno per aprire un tavolo di lavoro entro questo mese sulla vicenda del palazzo occupato di via Carlo Felice - dichiara Bartolo Mancuso di Action -. Ci ha comunicato di non sapere nulla sulla richiesta di sgombero e ha manifestato stupore per la nostra iniziativa perché, ha detto, la Banca d’Italia ha sempre mantenuto un atteggiamento dialogante». L’occupazione si è chiusa poco prima delle 13. Mancuso, soddisfatto, ha commentato: «Ora tocca anche al Comune». Il sindaco, un’ora dopo, era nel suo studio, per una conferenza coi giornalisti sul tema dell’emergenza abitativa. Ma a una cronista che chiedeva informazioni proprio sui movimenti per la casa ha risposto laconico: «Cerchiamo di avere con loro un rapporto di dialogo». Anche se, ha aggiunto, «la legge deve essere rispettata». Il dubbio è che valga per tutti, quel principio, tranne che per Action.