Action «okkupa» i gruppi consiliari

Casa amara casa. Action e i movimenti per l’emergenza abitativa non si arrendono dopo l’«inaccettabile» stop che, di fronte al rifiuto di «ritirarsi» dalle occupazioni abusive di via Catania e di corso Italia, il sindaco ha imposto al tavolo di trattativa. Anzi, rilanciano. Con l’okkupazione della sede dei gruppi consiliari, in via delle Vergini. Almeno duecento militanti del Comitato obiettivo casa, del Coordinamento lotta per la Casa, di Asia e, appunto, di Action, ieri mattina hanno invaso lo stabile a due passi dalla fontana di Trevi, annunciando una manifestazione per il 12 marzo e chiedendo un incontro con i capigruppo della maggioranza. Definiti «passacarte» di Walter Veltroni, e «totalmente appiattiti sulle sue decisioni», per dirla con Nunzio D’Erme. Il feeling con il primo cittadino si è ormai incrinato, Veltroni per i militanti dell’«autoproclamata» agenzia per la casa capitolina «si è montato la testa ora che ha i superpoteri» e «si comporta come un imperatore». Il faccia a faccia con i rappresentanti della maggioranza in consiglio comunale ha subito dato i suoi frutti, considerato che i capigruppo nel braccio di ferro Veltroni-Action si sono schierati con quest’ultima, chiedendo «un incontro con il sindaco per affrontare l’emergenza abitativa e per aprire un confronto ampio sulle politiche complessive dell’abitare». Obiettivo, il lancio di un tavolo negoziale nazionale. Un paio di stoccate al sindaco sono arrivate anche dai rappresentanti della sua coalizione. Se Adriana Spera «rimprovera» bonariamente i movimenti di aver «offerto una scusa per non riaprire il tavolo» con le okkupazioni, Gabriele Quadrana, capogruppo capitolino della Rosa nel Pugno, si spinge oltre: le occupazioni contestate «non sono una ragione valida e sufficiente per interrompere la delibera sull’emergenza abitativa a Roma». E la politica della casa di Veltroni e dei suoi predecessori di centrosinistra è da bocciare: «Condivido totalmente - ha insistito Quadrana - le posizioni dei movimenti, i ritardi sono evidenti. Si costruiscono case facendo guadagnare i costruttori e puntando solo a un segmento del problema: la fascia di persone con una maggiore capacità di acquisto. La verità è che il Comune non costruisce case popolari da vent’anni». Nell’opposizione, il capogruppo di An Marco Marsilio critica l’«arrendevolezza della maggioranza capitolina nei confronti di estremisti che fanno dell’illegalità elevata a sistema uno strumento di lotta», e avverte: «Con questa gente è improprio anche solo aprire un tavolo di discussione, invece assistiamo al solito sconfortante spettacolo di complicità e collusione».