Ad agosto 92mila anziani soli: come difendersi dagli sciacalli

La città si svuota e aumentano le truffe ai nonni. Appello del questore: «Mantenere alta la guardia, non aprire la porta agli sconosciuti»

Giacomo Susca

Sono 92mila gli anziani che in agosto restano in città a combattere la loro battaglia contro afa e solitudine, mentre si amplifica la rete di assistenza grazie all’impegno di Comune e terzo settore in aiuto ai soggetti più deboli. Ma è proprio in questi giorni che sale il numero di furti e raggiri ai danni dei «nonni» indifesi, ad opera di criminali senza scrupoli che approfittano di situazioni di disagio per mettere a segno i loro «colpi». «Non biosgna abbassare la guardia - fa notare il questore, Paolo Scarpis - chiediamo agli anziani di non aprire per nessun motivo la porta di casa agli sconosciuti». Al limite, raccomanda Scarpis, «è meglio allontanare un volontario che permettere a un truffatore di introdursi con l’inganno nella propria abitazione».
Non è la prima volta che dalla Questura arrivano appelli per difendersi dagli impostori. L’allarme della polizia prevede che chiunque intenda soccorrere la popolazione della terza età «si identifichi preventivamente, sia ben riconoscibile, e magari venga introdotto da un parente prossimo». Altrimenti, il portone deve rimanere chiuso.
L’invito è stato accolto dal «Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica» presieduto dal prefetto, Gian Valerio Lombardi, con la supervisione del vicesindaco e assessore alla Sicurezza, Riccardo De Corato. «In agosto - riconosce quest’ultimo - quando la maggior parte dei milanesi è in vacanza e molti esercizi commerciali restano chiusi, è più facile che si verifichino episodi di microcriminalità o di illegalità, specie nelle zone a rischio». Per questo motivo, annuncia De Corato, «è in atto uno specifico programma di vigilanza e controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine, con interventi straordinari per contrastare il fenomeno delle truffe agli anziani».
Un problema che assume particolare rilevanza se si pensa al potenziamento del «Piano anticaldo», promosso dall’assessorato ai Servizi sociali. Una task force di «pronto intervento» che arriva a distribuire questo mese circa 500 ulteriori pasti a domicilio (rispetto ai 1.700 già previsti dal servizio ordinario) e altre attività di aiuto, coinvolgendo almeno 70 operatori tra assistenti sociali, infermieri, autisti e volontari.
Mariolina Moioli, assessore alle Politiche sociali e responsabile della «squadra» di via degli Angioli, risponde così alla sollecitazione della Questura: «Il pericolo di abusi era stato preventivato al momento del lancio del progetto. Abbiamo subito chiarito che non è affatto permesso a chiunque di entrare nelle case delle persone in difficoltà». La visita a domicilio, «del semplice volontario come dell’operatore qualificato - aggiunge la Moioli - è sempre preceduta da una telefonata al soggetto destinatario dell’intervento, il personale autorizzato mostra sempre ben evidente un distintivo dell’associazione a cui appartiene e controfirmato dal Comune e tutte le operazioni vengono registrate nei minimi dettagli». Un vero e proprio codice di comportamento accompagna ogni mossa degli operatori, e intanto gli anziani acquisiscono gradualmente fiducia nei confronti di chi si reca a trovarli, sono «fidelizzati» al servizio. Comunque, «la prudenza non è mai troppa», ribadisce l’assessore, che tranquillizza: «Noi e la polizia, a diverso titolo, condividiamo lo stesso obiettivo, cioè la sicurezza dei cittadini».
Anche dalla dozzina di associazioni facenti parte del Piano giungono segnali di allerta contro gli sciacalli. «Raccogliamo anche noi le denunce degli anziani - riferisce Andrea De Liberto della fondazione onlus Fratelli di San Francesco d’Assisi -, e così ci siamo mobilitati. Abbiamo distribuito circa 1.500 volantini con consigli per sfuggire a furti o raggiri, organizzato incontri a cura della polizia e informato sul compito di vigili e poliziotti di quartiere, molto utili a detta dei nostri stessi assistiti». Tutti in prima linea, dunque, nella lotta ai «falsi angeli».