Ad Alba tornano le opere rubate

«Capolavori ritrovati» s’intitola la mostra di Alba (alla Fondazione Ferrero, dal 29 ottobre al 27 febbraio). E se «Napoleone e il Piemonte» ne è per così dire l’«occhiello», si capisce subito di che cosa si tratti: dei furti d’arte che il Piemonte subì durante l’occupazione napoleonica. Le opere che ora, appunto, tornano in patria sono 51. Quella che fu la più colossale trasmigrazione di patrimonio artistico della storia, gestita dal barone Dominique Vivant (detto «l’occhio di Bonaparte»), trova dunque una parziale riparazione. La mostra è divisa in quattro sezioni: la prima è dedicata a Napoleone stesso e agli altri personaggi del periodo; la seconda illustra con alcuni esempi (tra cui un dipinto del Guercino) il recupero di opere rientrate in Italia dopo il 1815; la terza riunisce alcuni polittici che furono smembrati; la quarta documenta la musealizzazione delle opere piemontesi in musei italiani e stranieri.