Ad Albaro dal 2009 via alla Blu Area Contrasti sulle zone da riservare ai residenti

(...) con la definizione dell’area blu in Albaro, «scelta che si trova perfettamente in linea con quanto scritto nel nostro programma elettorale - ricorda il presidente - e che al momento è solo un progetto di massima su quello che possiamo realizzare». La decisione sarebbe quella di partire con una fase sperimentale a gennaio 2009 consentendo ai residenti di sostare liberamente nelle Blu Area senza distinzioni in sottozone, consentire di sostare a pagamento agli altri cittadini con la realizzazione di isole azzurre in punti commercialmente strategici lasciando altre zone, prettamente residenziali, «bianche». Non solo ma la fase sperimentale potrebbe portare ad una rivalutazione del servizio pubblico Amt con la promessa, comunque, di rivedere entro tre mesi la situazione in modo da portare a regime il nuovo e definitivo assetto entro l’estate.
Linee guida che non contengono ancora gli elenchi delle strade interessate ma che hanno scatenato la reazione di Beppe Damasio critico nei confronti del quadro delineato della maggioranza di cui fa parte. «A me dispiace che il Comune abbia snobbato il problema delle Blu Area ad Albaro scaricando tutte le responsabilità sulla municipalità- attacca Damasio- . Così facendo se la sperimentazione non funzionerà c’è chi scaricherà tutto su di noi». Damasio durante la discussione aveva cercato di promuovere un suo progetto che, tra le altre cose, tende a dividere Albaro in due macrozone, «perché il quartiere ha due realtà distinte tra Albaro bassa e alta». La proposta del capogruppo arancione è quella di lasciare il territorio di Albaro come area bianca inserendo nel sistema blu della Foce via Pozzo, via Dassori, via Albaro e via Nizza integrando poi alcune «isole azzurre» per realtà particolari sul territorio.
«Credo di aver avanzato un disegno che viene incontro alla realtà del quartiere, stando attento a quelle che sono le richieste delle persone - continua il consigliere degli arancioni-. Ho avanzato delle proposte ma non mi pare abbiano avuto un seguito nella maggioranza di cui faccio parte, mi rifaccio al loro volere anche se mi sembra che il presidente sia andato troppo dietro alla posizione molto spinta di An su questo tema».
Ottonello ribatte al consigliere difendendo la bontà del progetto in corso d’opera: «Damasio ha fatto una proposta troppo sintetica e molto confusa- argomenta-. Comunque ci avviamo ad una fase di sperimentazione e tutti gli argomenti in questo momento sono meritevoli di essere colti, ascoltati e digeriti: non abbiamo certezze né una rigidità assoluta sulla questione. Non ho subito diktat. Ci sono stati gruppi politici che avrebbero voluto inserire questo tipo di sperimentazione molto prima. Addirittura c’era chi avrebbe voluto avviarla già lo scorso aprile ma ho preso tempo».