Ad Albenga la culla per la vita per salvare bimbi abbandonati

Una volta era la «ruota degli esposti», oggi si chiama «culla per la vita». Ma la sua funzione non cambia: si tratta di un sistema anonimo per le mamme per lasciare neonati non desiderati alle cure di personale qualificato. E da oggi una culla per la vita sarà attiva ad Albenga, presso il Centro di Aiuto alla Vita, che oggi pomeriggio alle 15.30, inaugurerà la nuova sede in via Trieste 18, interno 1. Alla cerimonia saranno presenti il presidente del Centro di Aiuto alla Vita ingauno Eraldo Ciangherotti, il sindaco di Albenga Antonello Tabbò, l’assessore ai Servizi Sociali Alfonso Salata e l’onorevole Claudio Scajola, presidente Copaco. La cerimonia religiosa sarà officiata da monsignor Mario Oliveri, vescovo di Albenga Imperia.
Ma in cosa consiste la culla per la vita? «Si tratta di una finestra con una culla e collegata a un centro operativo 24 ore su 24, che prevede l’intervento immediato dei militi della Croce Bianca di Albenga - spiega Ciangherotti - anche se oggi ci sono sistemi per aiutare le mamme in difficoltà ci sono ancora troppe donne che, non sentendosela di allevare un figlio lo abbandonano». E purtroppo in casi estremi accade che il piccolo finisca a morire in un cassonetto. Per questo motivo la culla per la vita è davvero un’occasione importante per salvare dei piccoli. «I fatti di cronaca testimoniano quanto ancora oggi sia rilevante l’abbandono di bambini appena nati nei cassonetti della spazzatura - continua il presidente del Centro di Aiuto alla Vita inaguno - di questi bimbi viene apprezzata l’esistenza soltanto a morte avvenuta. Inoltre la legge in materia di maternità non sempre depone a favore della scelta della vita, con il prevalere di soluzioni che spesso rappresentano un attacco alla vita nascente».
La culla per la vita è uno strumento che esiste già in altre città italiane ed è uno strumento che intende anche sensibilizzare tutta opinione pubblica sul rispetto dovuto alla vita che nasce.