«Via ad Almirante» Ma l’Anpi non ci sta

A Roma, il sindaco Gianni Alemanno lo ha proposto nel giorno in cui debuttava il suo consiglio comunale, a maggio, ed è quasi finita in rissa. Promette scintille anche a Milano la mozione che presenterà oggi il capogruppo di An, Carlo Fidanza, che chiede a sindaco e giunta di intestare una via o un altro luogo della città a Giorgio Almirante, storico leader del Movimento sociale italiano. «La topografia è l’illustrazione della memoria di una nazione, e nella storia del nostro dopoguerra è iscritta in modo indelebile la figura di Almirante - sostiene -. Ha traghettato milioni di italiani alla democrazia, fu il primo a parlare esplicitamente di pacificazione nazionale e prese nettamente le distanze dalle aberrazioni delle leggi razziali. È tempo di riconoscere il suo contributo senza il giudizio deformato dalle lenti dell’ideologia. Spero se ne possa discutere con serenità». Ma il segretario provinciale dell’Anpi Antonio Pizzinato chiude le porte al dialogo: «Come si può pensare di intitolare strade a chi era favorevole alla selezione della razza, non si può neanche parlarne». Due giorni fa invece il sottosegretario Stefania Craxi ha chiesto al sindaco di intitolare una via al padre Bettino. «Siamo disposti a ragionare sul suo nome - afferma Fidanza - ciò che conta è che se è giusto riconoscere il suo valore di grande statista, dall’altro lato nessuno pensi di ammorbidire il severo giudizio di condanna nei confronti delle degenerazioni tangentizie».