Adalgotto

Questo nome è quello di ben due santi medievali. Uno dei due Adalgotto (Adelgott) era un monaco benedettino svizzero che stava nell’abbazia di Einsiedeln e poi divenne abate del monastero di Disentis. Non si sa bene se sia morto nell’anno Mille o nel 1031. Ma non è lui quello che oggi ci interessa, bensì l’altro, conosciuto anche come Adalgotto II. Come per il primo, non si hanno certezze sulla sua provenienza, ma si sa che visse suppergiù negli stessi luoghi. Inizialmente pare sia stato monaco a Cîteaux e che sia diventato in seguito discepolo di san Bernardo di Chiaravalle. Forse anche lui fu abate di Disentis (da qui il «II»), ma verso il 1150. L’anno seguente, il popolo di Coira (oggi la svizzera Chur) lo volle come vescovo e Adalgotto vi fu consacrato dall’arcivescovo di Magonza. Probabilmente fu lui a far costruire la cattedrale della città. Sappiamo che era in rapporti sia col Papa Stefano III, sia con l’imperatore Federico I. Fu un grande restauratore di chiese e monasteri, tra cui si ricordano quelli di Cazis, Schännis, Münster e Müstail. Anche quello intitolato a San Lucio a Coira. Un’iscrizione testimonia che fu il vescovo Adalgotto a consacrare la cripta del monastero di Marianberg. Adalgotto è ricordato anche come austero moralizzatore dei monasteri sui quali aveva giurisdizione. Morì in tarda età attorno al 1160 e, dal momento che sulla sua tomba cominciarono presto i miracoli, la venerazione delle sue reliquie divenne motivo di pellegrinaggio.