Adamo, Ferrante e Corritore dicono sì alla Fallaci

Dopo l’iniziativa della Lega, la richiesta di intitolare «una via o una piazza significativa della città» ad Oriana Fallaci, «indimenticabile cittadina italiana, giornalista e scrittrice» arriva a Palazzo Marino. Ieri in consiglio la mozione presentata da Armando Vagliati (Fi) e firmata da tutti i consiglieri di maggioranza e da molti anche nell’opposizione, tra cui il capogruppo dell’Ulivo Marilena Adamo, Davide Corritore e Bruno Ferrante. Nella richiesta si parla del «grande ruolo ricoperto da questa giornalista e scrittrice che con il suo pensiero libero e la sua graffiante penna ha saputo stimolare la coscienza di tutti noi e trarre dalle esperienze della vita saggi senza tempo». «Se ne era parlato tanto, ma nessuno aveva concretizzato. Così ho pensato a una soluzione cercando anche il consenso del centrosinistra perché non fosse una mozione di spaccatura», spiega Vagliati. «Voterò favorevolmente come riconoscimento alla sua storia, anche se nell’ultimo periodo ha espresso posizioni che non condivido», le parole del consigliere dell’Ulivo Pierfrancesco Majorino. «Sulla Fallaci non ho nulla in contrario - puntualizza la Adamo -, ma prima di intitolarle una via bisognerebbe dare corso alle decisioni che il consiglio ha già preso all’unanimità». Come quella di «intitolare la Triennale o un altro luogo significativo a Bruno Munari, padre fondatore del design milanese». Corritore, intanto, annuncia di voler proporre l’iscrizione della Fallaci al Famedio. Nettamente contraria ad entrambe le iniziative la sinistra radicale. Per Basilio Rizzo (Lista Fo) quella della Fallaci «è una figura che in questo momento non può che dividere le coscienze».