Addio agli alberi di Pirandello tagliati dal «servizio Giardini»

«Ha un pezzo di giardinetto anche lui, di sua esclusiva pertinenza, con una fontanella, il cui chioccolio nei notturni silenzii gli è caro».
La lettura di queste poche parole, scritte da Luigi Pirandello nella novella «Berecche e la guerra», restituiscono ai residenti di via Onofrio Panvinio un dolce ricordo: la fontanella del villino appartenuto al celebre letterato; la nostalgia di quel delicato scorrere dell’acqua che oggi non c’è più, sostituito da un piccolo tubicino per far fluire lo scolo ai poveri pesci superstiti dei lavori nel civico 11, oggi di proprietà del Cra (Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura).
Su queste pagine, lo scorso 17 maggio, ci siamo occupati, per primi, della totale eliminazione degli alberi e della vegetazione del giardino dell’ex villa di Pirandello in via Panvinio, confinante con l’ormai sempre più dimenticata Villa Blanc. A un mese di distanza l’impatto visivo è di completa desolazione. Alcuni residenti si spingono a definirlo un piccolo «ground zero» che sono costretti a guardare ogni giorno, affacciandosi alla finestra. Un terreno brullo ha sostituito i radiosi alberi: c’erano cinque Cipressus Arizonica, due Thuja Orientalis, un Mesplilus Germanica, due Laurus Nobilis, due Listrustrum e tre Cedrus Atlantica.
A nulla sono servite le polemiche e le ribellioni da parte dei residenti dei cinque condomini della strada privata, che non erano stati informati dell’imminente scempio che stava per colpirli con la decisione di recidere, lo scorso 15 maggio, a colpi di sega elettrica il piccolo polmone verde nascosto nell’ex villetta di Pirandello, progettata da Federico Vittore Nardelli (successivamente primo biografo dello scrittore), nella quale il celebre narratore dimorò per cinque anni, dal 1925 all’autunno del 1929.
E al danno si aggiunge la beffa. Infatti, il Servizio Giardini, X Dipartimento dell’assessorato Ambiente del Campidoglio, cioè l’ufficio che ha autorizzato questi «lavori», ora promette la piantumazione, con garanzia di attecchimento in due anni, di quattro Malus Floribunda, nove Citrus Limon di circonferenza 18-20 cm e cinquanta arbusti da siepe e rampicanti, oltre all’allestimento di appositi percorsi e sedute e la copertura vegetale della rimanente superficie.
Ma è evidente che il risultato non sarà proprio lo stesso. Perché gli alberi centenari che, pur essendo in buone condizioni di salute, sono stati recisi, non li restituirà più nessuno al paesaggio di questa piccola strada nel cuore del III Municipio.