Addio ai carneadi del gol È il tempo di Totti e Ibra

Segnano entrambi con grande facilità e il giallorosso non era mai stato da solo in testa alla classifica dei cannonieri. Fa sul serio il viola Mutu e si è svegliato Gilardino

Francesco Totti li guarda tutti dall’alto, forte dei suoi dieci gol e mezzo (sì, perché la seconda rete personale segnata al Palermo è più un autogol del difensore siciliano Biava). E nel turno in cui il capitano della Roma raggiunge il massimo livello realizzativo della sua carriera a questo punto della stagione, gli attaccanti della serie A segnano 18 dei 25 gol totali. Quasi un record, guardando ad altre giornate.
«Dedico questi gol ai due ragazzi della Juve morti tragicamente venerdì, anche i tifosi della Roma saranno i primi a essere d’accordo», le parole di Totti, che nelle ultime sei giornate è rimasto a secco solo nel brutto derby con la Lazio. Adesso è vicinissimo ai cannonieri più prolifici in attività, Chiesa e Montella - che da gennaio potrebbe non essere più suo compagno di squadra -. Mai, in quasi quindici anni di serie A, era stato da solo in testa alla classifica marcatori, segno che questo ruolo da centravanti, ritagliatogli da Spalletti, si sta rivelando quello giusto. Totti non ha intenzione di fermarsi, specie ora che la Roma potrebbe avere ancora bisogno dei suoi gol con un reparto d’attacco sempre più sguarnito dagli infortuni di Vucinic e Perrotta (che torneranno in campo nel 2007) e dal già citato addio di Montella.
Ma la sedicesima giornata non è solo l’ennesima celebrazione di Totti. Balza subito agli occhi il riscatto di Gilardino, che sigla la sua prima doppietta stagionale, decisiva per il pari del Milan a Firenze. L’attaccante di Biella sembra dare segni di risveglio, se è vero che tre delle sue quattro reti in campionato sono arrivate nelle ultime due trasferte rossonere.
E a proposito di doppiette, ne segna una anche Mutu, passato dalla lunga militanza in panchina nella Juventus a una media realizzativa impressionante con la Fiorentina (nove reti con un solo rigore, quello di sabato scorso). Due gol per il brasiliano della Roma Mancini, pure lui uscito da un crisi involutiva che lo aveva portato a discutere con compagni e allenatore. Infine Rosina (prima doppietta anche per il granata) che fa volare il Torino di Zaccheroni - sull’orlo dell’esonero appena quaranta giorni fa - in zona Champions League. Se il gol del parmense Budan (già a quota sette in questa stagione) blocca la sua astinenza che durava da nove partite - ultima rete all’Inter -, il settimo di Ibrahimovic è la cartina tornasole del suo ottimo torneo: l’anno scorso, allo stesso punto, lo svedese si era fermato a tre con la maglia della Juve. In pratica i gol che l’attaccante ha segnato nelle ultime quattro partite del torneo in corso. Sette (quelli già realizzati finora) furono invece i suoi centri totali a maggio. Eppure i bianconeri andavano più forte dell’Inter attuale (43 punti contro i 42 dei nerazzurri), ma forse il fiuto del gol dello svedese è agevolato dal gioco della squadra. E da un maggiore feeling con Mancini. O forse, semplicemente, la punta di Malmoe viaggia sui livelli degli anni nell’Ajax o della prima esaltante stagione in bianconero.
A quota sette è salito anche Quagliarella, che con la Reggina ha mostrato un capolavoro di tecnica, acrobazia ed equilibrio («il più bel gol della mia carriera», ammette senza problemi). Se non ci fosse stata la rovesciata spettacolare di Materazzi, la «bicicletta» in area dell’attaccante blucerchiato avrebbe meritato la palma del miglior gol di giornata. Vola a otto reti Vincenzo Iaquinta: il campione del mondo, uscito indenne dall’inchiesta sulle scommesse, è tornato al gol da quasi un mese dopo un periodo di «siccità» coinciso con il brutto momento dell’Udinese. Decisivi i gol del senese Frick (è il sesto, il record di sette nel Verona 2001/2002 è vicino), di Cristiano Lucarelli (cinque quelli al suo attivo, siamo molto in ritardo rispetto alle ultime stagioni) e del laziale Pandev. Domani si torna in campo, sono attesi nuovi acuti dai «carneadi» Spinesi, Bianchi e Riganò, sempre nelle alte sfere della classifica cannonieri ma a secco nell’ultimo turno. E chissà se prima o poi tornerà a segnare anche Pippo Inzaghi. Un fatto è certo, col trascorrere delle giornate si ristabiliscono le gerarchie dei cannonieri.