Addio all’editore Franco Angeli, manager del libro

Franco Angeli era il primo ad arrivare in casa editrice, la sua casa editrice, in viale Monza, ogni mattina alle 8.30. Ancora fino a l’altro giorno. Un uomo che al lavoro, come sempre accade quando il lavoro è una passione, dava tutto. È morto la scorsa notte, improvvisamente, per infarto. Aveva 77 anni, e ancora ben saldo in mano il timone dell’azienda che fondò nel 1955: la prima casa editrice italiana specializzata in pubblicazioni professionali, universitarie e di management.
Nato a Milano nel ’30, una laurea alla Bocconi, una vita dedicata allo studio e ai libri - lettore curioso e onnivoro, dalla storia alla narrativa, dalla poesia alla scienza, aveva una biblioteca immensa - e una idea ben chiara in testa di cosa significhi stampare libri: sviluppare e diffondere la formazione e il sapere, Franco Angeli possedeva, tra tutte, due qualità: il saper rischiare e l’essere in anticipo sui tempi. Fu uno dei primi a parlare di «risorse umane» in azienda e tra i primi a informatizzare la casa editrice, negli anni Settanta, mentre gli altri erano ancora fermi ai sistemi meccanografici.
Da sempre attratto dal “sapere” pratico, fin dal ’64 ampliò le sue pubblicazioni al settore universitario, in particolare nell’ambito delle scienze umane e sociali con collane destinate a rivestire un peso decisivo per il rinnovamento di tali settori in Italia. Tra gli anni Sessanta e Settanta fece un passo ulteriore, nei campi della geografia, psicologia, sociologia, antropologia, urbanistica; poi fu la volta delle comunicazioni di massa, del diritto, delle scienze politiche; e infine la storia e la filosofia: negli anni Ottanta la FrancoAngeli ereditò lo straordinario catalogo della «Nuova Italia» di Firenze (senza dimenticare la Rivista di storia della filosofia fondata da Mario Dal Pra nel ’46, oggi tra le più importanti del settore).
Milanesissimo nella dedizione al lavoro, nella prudenza negli affari, nelle sue amicizie che risalivano alla Brera degli anni Sessanta e Settanta - fu amico di Giangiacomo Feltrinelli, Ettore Sottsass, Fernanda Pivano, dello stesso Luciano Bianciardi che lavorò con lui per un breve periodo, e poi Renata Colorni oggi alla Mondadori e Giorgio Pinotti all’Adelphi - Franco Angeli, che pure ricevette un Ambrogino d’oro, svolse una funzione fondamentale nell’industria culturale italiana. Il suo catalogo oggi supera i 12.000 titoli, con un ritmo di crescita di mille novità all’anno. Per numeri, la FrancoAngeli è la terza casa editrice italiana. Per peso nella formazione di una nuova classe dirigente, la prima.