Addio alle «armi», da oggi è un prete

Età media trent'anni. Sono diciannove i nuovi preti della Diocesi e possono anche sembrare pochi. Diventano tantissimi se si pensa a quel che ricorda loro l'arcivescovo Angelo Scola, ordinandoli in Duomo: il sacerdozio è il sacramento del «buon pastore», che «dà la propria vita per le pecore». Non parole, ma fatti concreti: in parrocchia, a scuola, in ospedale, tra gli emarginati come nella cultura e nella politica.
Giacomo Caprio ha 26 anni e arriva da corso XXII Marzo, dalla parrocchia dedicata al Preziosissimo Sangue di Gesù. È uno dei quattro sacerdoti nati nella metropoli, a Milano. È cresciuto nei cortili della chiesa, ha incontrato con forza il Signore da adolescente. «Ho frequentato l'oratorio fin da piccolo, ma la mia esperienza di fede e di Chiesa l'ho maturata a sedici anni, quando sono stato coinvolto in un progetto della Pastorale dei migranti per gli adolescenti di diverse nazionalità» racconta. Nel frattempo si è diplomato come perito chimico, è entrato in seminario. Guarda al futuro: «Inizio il sacerdozio con la speranza di portare nella Chiesa questa passione».
È sotto i trenta anche Andrea Tosca. Arriva da santa Maria delle Grazie al Naviglio, entra in seminario dopo la laurea in Scienze dell'educazione, diventa don a 29 anni. «Sono orgoglioso di venire dalla città, la mia Milano... il Signore chiama ragazzi a seguirlo anche da qui». “Paradiso! Paradiso!”, è la frase di san Filippo Neri che ha accompagnato la sua vocazione. Il motto scelto per sua mia prima messa? «Rallegratevi nel Signore, sempre!».
Cristiano Mario Castelli di anni ne ha 34, arriva dalla parrocchia di Santa Marcellina e san Giuseppe alla Certosa. Prima il liceo classico, poi Scienze politiche alla Cattolica. Diventa ricercatore militare al Centro alti studi della Difesa a Roma; studia storie e sistemi dei Paesi musulmani. Lascia il dottorato ed entra in seminario nel 2006: «L'esperienza scout e d'oratorio mi hanno insegnato il paziente lavoro della comunione».
Paolo Alberti: 39 anni, di Nova, si occupa di servizi sociali. Scuola media, quindici anni da magazziniere in un'azienda di arredamento. Ventottenne, inizia il percorso vocazionale. Entra in seminario e torna a scuola: «Il Signore mi chiamava a donare la mia vita al ministero sacerdotale e con molta fatica mi sono diplomato da tecnico dei Servizi sociali». Sacerdote a un passo dai quaranta.