Addio Barbie: è l’ora delle bambole bibliche

Svolta sugli scaffali della catena Wal-Mart: arrivano i pupazzi di Gesù, Maria, Mosè e gli apostoli. Costo: da 10 a 25 dollari

Barba e capelli lunghi, un cordone in vita a stringere la tunica. Il nuovo super-eroe non ha i muscoli e non sferza nessun colpo di karate. Nulla a che vedere con Spiderman e Big Jim. Al contrario: recita passi del Vangelo e lancia messaggi di pace. Benvenuti nei grandi magazzini Wal-Mart. È qui che, dal 18 agosto, partirà la rivoluzione del giocattolo. Insieme alle Barbie sexy e ammiccanti, al fianco dei popolarissimi Pikachu in serie, sugli scaffali della celebre catena sarà possibile trovare gli apostoli Pietro e Paolo, Mosè con i suoi dieci comandamenti e - pezzo forte della collezione - Gesù, Giuseppe e Maria.
Sì perché la «One2believe», una società californiana che produce giocattoli, è convinta che il lancio della nuova linea dei «messaggeri della fede», della serie «Storie di Gloria», rappresenti una ghiotta fetta di mercato e risponda a esigenze dei consumatori finora mai soddisfatte. Così, per almeno sei mesi, si affiderà alla Wal-Mart per il grande lancio in almeno 425 punti vendita della catena, che ne conta in tutto 3.376 sparsi per gli Stati Uniti.
Si partirà proprio dai luoghi in cui i consumatori sono più sensibili al tema, cioè gli stati del sud e del midwest, la cosiddetta «Bible Belt», l’area in cui i credenti cristiani, prevalentemente evangelici protestanti, rappresentano la fetta più larga della popolazione e del mercato. Saranno loro a testare i giocattoli e a dimostrare che queste bambole di circa trenta centimetri, accompagnate da un libro tascabile che racconta la loro storia, riusciranno davvero - come credono i produttori - a spopolare sul mercato. Davide, Sansone, Daniele: il vostro pargolo potrà averli nella stanzetta della sua camera per cifre che variano dai 10 ai 25 dollari e che papà e mamma potranno spendere anche con un semplice click su internet. Ma il vero boom di vendite è atteso soprattutto per Gesù, acquistabile anche nella versione in fasce, nella composizione da presepe, il «Nativity set».
La filosofia che sta dietro al nuovo giocattolo? «Sono veri supereroi ai quali i bambini possono credere - ha spiegato David Socha, responsabile della «One2believe» - e rappresentano una sfida rivoluzionaria e per certi filosofica al tradizionale giocattolo violento o a quello permeato di allusioni sessuali».
Insomma, basta muscoli e fucili, inutile insistere con minigonne e forme da pin-up. Il mercato - sono convinti gli americani - chiede più spiritualità e intimismo. Ma non solo questo: «Anche coloro che non sono devoti fedeli o persino chi non crede per nulla si è già appassionato ai nostri giocattoli perché rappresentano un modo per raccontare ai ragazzi grandi storie e grandi personaggi, al di là degli aspetti religiosi».
È davvero il via al giocattolo spirituale o l’ennesima strategia di marketing alla Mel Gibson?