Addio calcio totale, ecco il catenaccio dell’Arancia operaia

Il segreto dei successi: difesa asfissiante e contropiede micidiale: è la nuova formula olandese
che dopo gli azzurri ha stroncato anche la Francia. E fa felici gli attaccanti

Berna - Orlando Engelaar è un personaggio dalla faccia ossuta e il fisico imponente. È venuto fuori dal vivaio del Feyenoord e non è quasi mai uscito dall’Eredivisie, la divisione onoraria olandese che corrisponde alla nostra serie A. Ha fatto un paio di stagioni in Belgio al Genk, poca roba, poi di nuovo Twente, ma l’appunto curioso è che ha sempre segnato i suoi gol, 22 al Breda, 12 al Genk, otto al Twente. Ha il fisico del centravanti di sfondamento eppure Marco Van Basten lo schiera davanti alla difesa con l’ordine di non azzardarsi a superare la riga di centrocampo. Contro la Francia venerdì sera aveva la consegna di presidiare la zona destra dove giravano Malouda, Ribery e Makelele, brutta gente.

L’atipico Engelaar non ha aperto bocca per 45 minuti, stava davanti a Makelele, se si presentava Ribery lo prendeva subito e con un occhio controllava Malouda,manon permododi dire, era di un’attenzione maniacale. Trovarsi davanti un portuale di Rotterdam di un metro e novantasei che ti fissa negli occhi e ti fa capire quanto la tua tibia sia fragile e scoperta, corrisponde a una specie di iniziazione e Fandel infatti non gli ha fischiato neppure un fallo, tutti i francesi cercavano di girargli al largo. Engelaar è il simbolo dell’arancia operaia del cigno di Utrecht,maprobabilmente neppure lo statuario Mathijsen, 1,82 gioca nell’Amburgo, troverebbe residenza dalle nostre parti,macchinoso e poco tecnico. Come il suo compagno Ooijer, 1,85 ma qui hanno barato, che è molto più grosso.

Ooijer in carriera si è rotto praticamente tutto il rompibile, è uno venuto su a testate, vera o leggenda si racconta che quando frequentava il settore giovanile dell’Ajax, Louis Van Gaal lo escluse addirittura dalla lista dei raccattapalle perché durante un quarto di Uefa restituì il pallone di testa a Dennis Bergkamp invece di lanciarglielo con le mani. Gente così non la cambi, infatti nessuno di loro si azzarda a giocare la palla, la tengono bassa, schiena dritta e appoggiano al primo che passa libero quasi mai mancando il bersaglio. Ora tutti esaltano la macchina da gol dell’Europeo, sette reti con sei giocatori diversi, Francia devastata da Robben,Van Persie,Van der Vaart, Van Nistelrooy e Sneijder assieme contemporaneamente, in realtà tutti prima difendono, poi eventualmente, se ce la fanno, si riciclano in dardi mortali. E dietro hanno la catena corta, coperti a presidiare, l’unico difensore che gode di un minimo di libertà è Van Bronckhorst che infatti è il meno dotato fisicamente.

Engelaar contro la Francia è uscito dopo 45 minuti. Van Basten l’ha tirato fuori perché si era accorto che Henry e Ribery stavano iniziando a picchiare duro dalle parti di Van der Sar e al posto di rinforzare la difesa, ha potenziato l’attacco creandosi un alone leggendario. Dentro Robbene VanPersie che dopo soli tre minutihannoseppellito Coupet. Magari a Van Basten è solo girata bene, e a Domenech tutto al contrario, maintanto contro laRomaniapuòpermettersi di schierare il popolare Jan Vennegoor of Hesselink e tenere i goleador in panchina, non è contrario al regolamento e la solerte Uefa ha subito tenuto a farcelo sapere. Ma la nuova arancia meccanica è molto più popolare e dietro resterà coperta, speriamo almeno fino a martedì sera.