Addio cinepanettoni, sarà un "nero Natale"

Massimo Boldi anticipa alla prossima settimana l’uscita della sua commedia e nei giorni delle Feste si affollano pellicole erotiche ed esoteriche

Roma - Su tutto, incombe una metafisica del doppio: il sospetto che l’unica forza capace di sopravvivere sia quella dello spurio, è confermato a fine anno dal ritrarsi del cinepanettone, quel prodotto consolatorio in via di scomparsa. Mentre la mondializzazione spazza via le sicurezze locali, fatte di appuntamenti fissi con la propria realtà, i film di Natale, pur mantenendo un’invadente presenza, scoprono davanti ai nostri occhi il meccanismo d’una secolarizzazione progressiva. Al capezzale di Bambi e Biancaneve, di Lilly e il vagabondo e di tutte quelle storie, anche non animate, d’infelicità iniziale, poi risolte nello scintillio d’una felicità non mondana, si affollano le larve di ciò che è stato il classico «film di Natale», col suo corteo di renne, Babbi Natale, buoni sentimenti, doni invisibili.

A infiltrare la laicizzazione nei pori del cinepanettone pensa, dal 14 dicembre, la storia morbosa de La bussola d’oro, film scritto e diretto da Chris Weitz, con Nicole Kidman nei panni d’una perfida lady londinese. Accompagnato in Italia dalla scia d’una polemica innescata, negli Usa, dalla Chiesa cattolica, che nel fantasy tratto dall’omonimo romanzo di Philip Pullman, sente l’eco d’una stregoneria inadatta ai minori, La bussola d’oro (distribuito da Rai Cinema) ha un’estetica totalmente new age. Nello strano mondo parallelo di Lyra (la dodicenne Dakota Blue) l’anima di una persona vive al di fuori del suo corpo, sotto forma di daimon. Non di soave angelo custode, occhio, com’è nella tradizione cattolica, bensì di spirito animale parlante, che resta vicino alla realtà corporea. Il libro ispiratore della pellicola rientra in una trilogia dal titolo esplicito: Queste oscure materie, per cui non stupisce se il daimon (cioè il dèmone) della piccola Lyra si mette a cercare Roger, bambino scomparso nel nulla, mentre orsi armati si combattono, uno spietato avventuriero (il nuovo 007 Daniel Craig) traffica e l’orrida signora Coulter (la Kidman, attratta dalle atmosfere gotiche) spaventa la ragazzina. «Sono cresciuto con Tolkien, ma quest’opera lo supera per profondità filosofica. Sebbene l’eroina sia una ragazzina, non c’è nulla d’infantile nel film, spesso oscuro e cupo», dice il regista.

D’altronde, non sfoggia un lato «notturno» il Natale proposto, ora, dagli oggetti neri nelle vetrine dei grandi magazzini(dalle palle per l’albero ai piatti del cenone)? Tracce di aggressione al Natale formato famiglia si avvertono, poi, nella tragicommedia Irina Palm di Sam Garbisenski (il 6 dicembre a Milano, il giorno dopo in tutta Italia), applaudito alla scorsa Berlinale, per via della protagonista, l’icona pop Marianne Faithfull. La storia, apparentemente buonista, è quella d’una cinquantenne, che cerca lavoro, per pagare una costosa operazione al nipotino malato, finendo così in un sex club, dove si affermerà subito come «la migliore mano destra di Londra». E pensare che il regista, nel 2000, si qualificò al festival di Giffoni con Joyeux Noel, tutt’altro che per guardoni. Già eroinomane, l’ex-compagna di Mick Jagger e cantautrice nella swinging London, la Faithfull è ragazzaccia dal 1964, non attrice da tombolone. Né c’è bisogno d’essere prude per mettere fuori dal presepe Lussuria (dal 4 gennaio 2008 nelle sale) di Ang Lee (lo stesso dei cow-gay di Brokeback mountain), Leone d’oro a Venezia. In questo thriller erotico di spionaggio, d’altronde, nella torbida Shanghai del 1942, una donna ricca e sofisticata rievoca i propri e gli altrui libertinaggi, in un crescendo di eccitazioni a luci rosse. Come Maria Schneider in Ultimo tango a Parigi di Bertolucci, la protagonista (l’ex modella Tang Wei) scopre una verità un po’ laida su di sé: non è pellicola da pop-corn e bambini.

E gli italiani? Fanno i furbetti del botteghino: Boldi, senza De Sica, invita a «non aspettare Natale per ridere». Matrimonio alle Bahamas, dov’è protagonista, esce venerdì prossimo, dribblando la gogna. Mentre Leonardo Pieraccioni, manda Una moglie bellissima nelle sale dal 14 dicembre: è una commedia, che poteva uscire pure a ferragosto.