Addio coppa, a San Siro un film già visto

Cambia il copione ma la trama rimane la stessa. Passano le stagioni, cambiano gli allenatori e i calciatori, ma il Genoa con la coppa Italia proprio non riesce a trovare feeling. E tantomeno con l’Inter. Con Frey, Veloso, Palacio e Gilardino rimasti a Genova era davvero difficile aspettarsi qualcosa da questo ottavo finale, ma per l’ennesima volta rimane il gusto amaro di qualcosa di incompiuto. L’Inter infatti, pur vincendo facile, non mette certo il cento per cento in questo ottavo di finale. Si poteva fare di più ma il Genoa visto a San Siro è davvero poca cosa. Marino cambia uomini e modulo ma le seconde linee non combinano granché, tanto che la prima parata di Castellazzi arriva a 20’ dalla fine. Troppo poco davvero. Un super gol di Maicon dopo 10’ (tiro da fermo, palla all’incrocio dei pali: applausi) e un’azione in velocità conclusa dell’ex blucerchiato Poli a inizio ripresa eliminano il Genoa dalla coppa Italia. Inutile il gol di Birsa all’ultimo respiro, dopo la traversa colpita da Pratto. Con la scelta di snobbare la coppa, domenica a Palermo è d’obbligo fare risultato. Altrimenti sarà stata solo e soltanto un’occasione persa malamente.
Lupatelli: 6 Il portiere di coppa ha l’occasione di mettersi in mostra ma sul bolide di Maicon ce sul raddoppio di Poli non può farci praticamente nulla.
Sampirisi 6.5 Esordio dal primo minuto per il ragazzino della primavera, ed esordire a san Siro, anche se in coppa Italia, fa sempre un certo effetto. E il «pivello» parte da subito col muso buono, senza timori reverenziali. Cala con il resto della squadra nella ripresa ma è un giovane da tenere d’occhio. È a metà con il Milan, c’è da sperare che i buoni rapporti Galliani-Preziosi non finiscano nuovamente per favorire i rossoneri.
Granqvist: 5.5 Fa il suo senza troppi fronzoli, ma sul gol di Poli si fa prendere nel mezzo.
Moretti: 4.5 Quando Maicon fa partire quel destro terrificante lui che fa? Si sposta. Intendiamoci, probabilmente sarebbe cambiato poco, ma un gesto del genere proprio non è da fare. Mai e a nessun livello.
Rossi: S.V. Squalificato per la gara di campionato dopo 23 minuti il capitano sente un dolore alla coscia e chiede il cambio. Con il freddo di San Siro meglio non rischiare. (27’pt Constant: 6 Non è un errore di stampa. Entra in campo 4 minuti buoni dopo l’uscita di Rossi. Prima traffica con calze, scarpe e maglia, manco fosse un ragazzino alle prime armi. L’inizio è da «oggi le comiche» poi non se la cava male, confermando i progressi evidenziati contro l’Udinese. Si infortuna ad inizio ripresa, distorsione alla caviglia e Marino decide di non rischiarlo.) (8’st Marchiori: 5.5 Altro giovane lanciato da Marino entra nel momento peggiore e soffre la voglia di goleada dell’Inter.
Seymour: 5 Si piazza nel mezzo e si picchia con chiunque passi dalle sua parti ma non riesce mai a dare velocità all’azione d’attacco.
Kucka: 5 Che esame per lo slovacco. A San Siro contro la squadra che detiene metà del suo cartellino e per cui (dicesa testa altrove) il rendimento in rossoblù è crollato sfiorando livelli bassissimi. Gioca semplice, se la cava senza infamia e senza lode.
Birsa: 5.5 Lo sloveno corre, lotta e non si disimpegna affatto male con la palla tra i piedi anche se cala nella ripresa e finisce per sparire. Il gol, anche se inutile, lo fa.
Jorquera: 4.5 Non si vede quasi mai. Tocchetti fini a se stessi senza mai accendere la luce. Prova due volte a tirare in porta ma piuttosto male.
Pratto: 5 Il cammello passa il primo tempo soffrendo di solitudine. Poco servito, non serve praticamente a nulla. Perlomeno si impegna e mette lo zampino nel gol.
Zé Eduardo: 4 Ultima, probabilmente, occasione, per il brasiliano triste e nostalgico che sembra proprio destinato a tornare in Brasile. Schierato avanzato sulla sinistra nel 4-2-3-1 galleggia tra attacco e centrocampo limitandosi a qualche tocchetto facile e qualche tentativo di dribbling poco fruttuoso. (23’st Sculli: 6 Nuovo esordio, giusto per capire che è davvero tornato al Genoa.
Marino: 5 Lo aveva detto a chiare lettere alla vigilia. A lui la coppa Italia interessa poco, quello che conta è il campionato. Contro l’Inter schiera un 4-2-3-1 un po’ atipico, dimostrando ancora una volta di non essere rigido nella scelta del modulo. Ma è proprio nella scelta dei giocatori che sbaglia. Ora a Palermo deve per forza fare risultato. Con una formazione tutta nuova.