Addio a Curradi, l’eleganza dell’intransigenza

Lo scrittore Mauro Curradi è morto a Roma all’età di 80 anni. L’autore era fratello di Mila Curradi, scrittrice nota con lo pseudonimo di Luisa Adorno. Curradi era nato a Pisa nel 1925. Era stato allievo universitario di Natalino Sapegno e poi aveva avuto in Aldo Palazzeschi il primo estimatore del suo esordio letterario, Gli ermellini. Dopo lunghi soggiorni in Marocco, fu per anni lettore e direttore di vari istituti di cultura italiana a Stoccolma, Addis Abeba, Nuova Delhi, Tel Aviv, Tunisi. Intellettuale nomade e cosmopolita, scrittore di elegante intransigenza espressiva, Curradi è autore di vari romanzi per Mondadori, tra cui il più noto è Schiacciare il serpente (1964). Negli anni Novanta i suoi libri sono stati pubblicati da un piccolo editore, le Edizioni dell’Obliquo di Brescia. In anni recenti la sua vecchia produzione è stata ripubblicata dall’editore Meridiano Zero, da cui sono usciti anche nuovi romanzi: Cera e oro (2002), Passato prossimo (2003), Persona non grata (2003) e Junior (2005). «Sarebbe ora che la sua leggenda di viaggiatore e sismografo della borghesia italiana uscisse dai cerchi ristretti dei devoti estimatori e trovasse il posto che merita nella narrativa italiana contemporanea», ha scritto Marco Belpoliti di Mauro Curradi.