Addio D’Agata gladiatore sordomuto campione del mondo dopo Carnera

La boxe italiana ha perso un altro dei suoi campioni del mondo, secondo della serie dopo Carnera. Ucciso da un male incurabile, se n’è andato Mario D’Agata, piccolo Marciano toscano nato ad Arezzo il 29 maggio 1926. Campione nel ring e nella vita, nato sordomuto, ma spirito guerriero: andava sempre avanti. Incassava tutto, lo scherzo diceva: non sente i colpi. L’arbitro lo toccava sulla spalla per avvertirlo del gong. Peso gallo, divenne campione d’Europa, poi del mondo battendo a Roma (29 giugno 1956) Robert Cohen per kot al 7° round. D’Agata ci arrivò dopo esser stato a lungo in ospedale per una fucilata che, per vendetta, gli rifilò un socio di suo padre. Lo prese al polmone destro. A Parigi difese il titolo, 7 mesi dopo, ma saltarono le luci, lunga sospensione e il franco-algerino Halimi uscì vincitore sfruttando quello strano black out.