Addio a Daniele Ferrari, il vescovo che credeva nella Tv

Amatissimo a Chiavari, è scomparso all’età di 86 anni: aveva fondato l’emittente locale Telepace

Pochi momenti prima della morte il Vescovo Daniele, il 21 dicembre scorso, alternando un momento di lucidità ad altri di assopimento, diceva con serenità al Vescovo Diocesano Alberto che lo assisteva: «sia fatta la volontà del Signore». Un poco più tardi, recitando l'ultima Ave Maria della sua vita terrena, con il movimento degli occhi, non più con la parola, benediceva con mano ferma e sicura i presenti che lo assistevano, Suor Adalgisa, Don Franco, Don Mario e quindi spirava, compiendo nel momento supremo, come per tutta la vita, la volontà di Dio.
Sì, il Vescovo Ferrari ce lo aveva sempre insegnato nei tanti incontri comunitari e personali di un lungo percorso di ben 33 anni, prima quale Vescovo Diocesano fino all'agosto del 1995 e, poi, con la sua preziosa presenza di Vescovo Emerito, sempre discreto, ma sempre disponibile all'incontro, con l'insegnamento e il conforto nei successivi undici anni della sua presenza al Benedetto Aquarone, fino ad oggi.
Il nostro è stato un rapporto nella grazia di paternità e di figliolanza che teniamo stretti nel cuore quale preziosa eredità. Oggi la Chiesa di Dio si ritrova intorno al suo buon Pastore che viene ricordato e sarà sempre ricordato, nella sua Cattedrale di N.S. dell'Orto, per aver dato alla sua Chiesa tutta la sua vita; verrà sempre ricordato con l'affetto che si deve al Vescovo legato al Papa, Vicario di Cristo.
Abbiamo avuto la grazia di ascoltare i suoi insegnamenti nella fede e di condividere frequentemente la mensa dove la conversazione, quanto semplice, ma tanto ferma nei principi, era sempre improntata al fine ultimo della vita, con arguzia e intelligente humor .
Amava ripetere: «…tanto si è più umili con Dio, tanto si è più umili con gli altri». Era nato a Comun Nuovo di Bergamo il 18 gennaio del 1920. Ordinato sacerdote a Bergamo il 20 marzo 1943. È stato Direttore spirituale nel Seminario di Benevento, di Siena e nel Seminario Romano Maggiore dal 1961 al 1970, dove poi indirizzo alcuni dei futuri sacerdoti di Chiavari che gli avevano espresso la loro vocazione, tra cui Don Mario Ostigoni e Don Pino Privitera.
Consacrato a Roma il 25 ottobre 1970 e già Vescovo titolare di Velia e deputato ausiliare di Gaeta, venne trasferito a Chiavari dove fece il suo ingresso l' 8 aprile 1973.
È difficile tracciare il lungo e proficuo cammino della Chiesa di Chiavari con la sua guida spirituale e di governo, tanto è denso di avvenimenti
Inaugurò nel 1984 il Museo Diocesano di Arte Sacra, nel 1986 l'Istituto di Scienze Religiose Mater Ecclesiae. Indisse nel 1987 il IV Sinodo Diocesano. Nel 1990 iniziarono le trasmissioni di Teleradiopace.
Dal 1992 al 1995, in occasione del Centenario della Diocesi si tenne la Sacra Missione con il tema generale «Aprite le porte a Cristo». Tra queste iniziative ci piace ricordare la fondazione di TelePace Chiavari. Avevamo chiesto a moinsignor Daniele Ferrari, Vescovo fondatore, di ricordare i motivi ispiratori in quel tempo in cui il mezzo televisivo non era ancora molto diffuso nella Chiesa. «... quello di portare la Chiesa nelle singole case - dsse -. In pratica mettere a contatto il Vescovo e tutta la realtà ecclesiale con tutta la popolazione, anche con quelli che non frequentano troppo la Chiesa; soprattutto con i malati e con gli anziani che volentieri sentirebbero una buona parola e che non hanno più la possibilità di uscire di casa.
Avevo avuto l'ispirazione di questo mezzo validissimo a Roma durante un'adunanza della Conferenza Episcopale e lungo il viaggio, arrivando su, ho messo l'occhio su una persona, che era Don Fausto, il grande fondatore. E poi anche sui mezzi economici. Avuta la promessa di un sussidio annuale da parte della Conferenza Episcopale (dell'8 per mille), ho pensato subito di non indugiare e attivare questo mezzo provvidenziale».
Abbiamo chiesto un ricordo ad un collaboratore vicino al Vescovo in quella impresa, Goffredo Feretto. «Tutto è cominciato proprio da questa santa follia - incalza Goffredo - senza la quale la nostra emittente non esisterebbe neppure. Si tratta della follia che all'improvviso, lo Spirito ha fatto scendere sul nostro Vescovo Ferrari». È stata una decisione profetica! Ci piace terminare queste righe buttate giù a poche ore dalla sua morte, proprio sul ruolo della famiglia, tanto cara al Papa Benedetto XVI. «La famiglia assume un ruolo principe nell'esercizio del suo sacerdozio (del Laico) - diceva il Vescovo Ferrari -. L'amore alla sposa, l'educazione dei figli sono la prima manifestazione ed il primo frutto d’un sincero amore a Cristo ed alla Chiesa. Trascurare la propria famiglia è trascurare Cristo. Dall'amore alla famiglia il Laico (era rivolto al Serrano) agevolmente spazia sull'amore alla Chiesa intera: la parrocchia, la diocesi, la Chiesa intera rappresentano la grande Famiglia dei figli di Dio, nella quale quotidianamente egli ritrova Cristo con cui rapportarsi concretamente». Anche per questi insegnamenti e per un'infinità di altri momenti, guidati dal Vescovo Daniele, noi lodiamo il Signore. Pregheremo sempre sulla sua tomba, nella Cattedrale di N.S. dell'Orto, dove egli ha chiesto di essere sepolto.