«Addio An, la Destra che mi piace non tocca le tasche dei cittadini»

Non è la prima volta che le capita di puntare i tacchi a spillo. Ma per l’uscita di scena dalla giunta di Milano e da An, (l’ex) assessore alla Salute Carla De Albertis ha scalciato ancora più pesante del solito. «Alleanza nazionale è finita» ha sibilato mentre abbandonava il sindaco Letizia Moratti al suo ecopass per correre tra le braccia della nuova madrina politica, Daniela Santanchè. Nel salotto romano della signora della Destra, martedì scorso, c’è stato l’abboccamento finale: un pranzo con Francesco Storace in cui si è discusso il passaggio della De Albertis da An alla Destra, il movimento dei ribelli stanchi di Gianfranco Fini, e all’assessore è stato promesso «un importante incarico di livello nazionale».
L’ufficializzazione dell’addio è avvenuta con un colpo di teatro alla vigilia della manifestazione di An, che stasera sfilerà in piazza San Babila. Senza la De Albertis. «Ho trovato una nuova casa, una Destra che è la mia destra e che non vuole mettere le mani nelle tasche dei cittadini» attacca la fuoruscita e rivendica il suo voto contrario già al primo passaggio del provvedimento in giunta. «Io sono coerente, è An che ha cambiato idea sul ticket». Racconta di «un malessere che durava da molto tempo per le posizioni di Alleanza nazionale, diverse dalle mie che sono rigorose e precise in particolare su temi come l’immigrazione e la sicurezza». Si sfoga: «Che fine ha fatto la democrazia? Un assessore non ha nemmeno il diritto di votare no? O forse può farlo solo Vittorio Sgarbi, che si comporta come crede e nessuno gli dice niente?». Aggiunge che nel partito hanno fatto di tutto per trattenerla: «Mi hanno offerto incarichi che io ho rifiutato».
Per An è tutta un’altra storia e cioè che da oltre un mese facevano pressioni sulla De Albertis perché abbandonasse la poltrona da assessore ma lei aveva chiesto in cambio l’impegno scritto a essere candidata in Parlamento. Al centro del conflitto la sua «incompatibilità» e il conflitto di interessi tra lei e il fratello Claudio, costruttore e presidente di Assimpredil. A complicare la situazione sarebbe stata l’ultima puntata di «Report» su Raitre, che ha affrontato l’argomento e inquadrato i suoi dépliant sulla salute accanto alla faccia del fratello imprenditore. Lei, l’incompatibile, si gonfia di indignazione: «È allucinante. Mi chiamo De Albertis da sempre, non ho cambiato nome. Ricordo che sono stata la seconda degli eletti. È ridicolo, avrebbero dovuto dirlo prima. Gli incompatibili in An sono ben altri...».
Daniela Santanchè inneggia alle «palle di velluto delle donne, le uniche ad avere coraggio». Difende l’assessore «cacciata in trenta secondi». Secondo la portavoce nazionale della Destra «è un comportamento inaccettabile, gli assessori non sono dipendenti che si possono licenziare, soprattutto quando sono stati eletti». Poi la Santanchè, a nome di Storace, annuncia una battaglia per riavere l’assessore in giunta: «Apriremo un tavolo politico sulle deleghe».
Insomma, non finisce qui. Tra le attività di disturbo già annunciate c’è una manifestazione contro il ticket che sarà organizzata a metà dicembre a Milano. In arrivo anche non meglio precisate azioni dimostrative. Cartelli, striscioni o chissà. Con queste signore chi può mai dirlo.