Addio Eartha Kit, «Catwoman» che sedusse anche Orson Welles

Dalle piantagioni di cotone era approdata a Broadway e alla televisione, una cantante dalla voce calda la cui comunicativa s’è ampliata sul set, dove fu un’icona pop televisiva grazie al ruolo di Catwoman nei telefiml di Batman. Eartha Kitt se n’è andata il giorno di Natale a 81 anni; il tumore al colon che la assillava da due anni non le ha impedito di salire sul palco fino a due mesi fa, con una serie di concerti già programmati per tutto il 2009 e in uscita l’album dal vivo Live at the Carlyle. Fuggita dal duro regime semischiavile di una piantagione della South Carolina e approdata a New York, la Kitt ha diviso equamente la sua carriera tra musica e cinema. Tra i suoi successi, a metà strada tra jazz, ballate e «novelty songs», vanno citate C’est si bon, Champagne Taste, Let’s Do It e lo strepitoso successo del natalizio Santa Baby, cambiando disinvoltamente genere e stile per arrivare negli anni ’80 a spopolare anche nel mondo della disco music con Where Is My Man che conquistò i primi posti delle classifiche e il disco d’oro. Qualche anno dopo spopolavaa, insieme ai Bronski Beat, con il martellante singolo Cha Cha Heels.
Magra, fisico compatto e nervoso, movenze feline, Eartha seduceva il pubblico facendo le fusa, e per questo fu definita la «gattina sexy». Sedusse persino Orson Welles (con cui ebbe una relazione) che la definì «la donna più eccitante del nostro tempo» e, nel 1950, le confezionò il ruolo da protagonista (Elena di Troia) in Dr. Faust. Difficile ripercorrere la sua carriera, da musical come Timbuktu a dischi come Folk Tales of the Tribes of Africa che le portò una nomination al grammy, dai doppiaggi nei film animati di Walt Disney ai film con Sidney Poitier, Sammy Davis, Nat King Cole, simbolo di una carriera e di una vita esuberante, sensuale e non spoglia di romanticismo.