Addio al folk rock di Dan Fogelberg

Piazzò nelle hit brani come «Longer». Patty Pravo fu accusata di aver plagiato un suo pezzo

Ballate tra country e folk. Queste le linee guida che hanno animato l’opera di Dan Fogelberg, artista di culto scomparso nel Maine a 56 anni per un tumore alla prostata. Se n’è andato in silenzio come aveva vissuto, facendo parlare le canzoni, dai testi ora immaginifici ora crudamente realisti, dai suoni a tratti impalpabili a tratti avvolgenti. Poche parole sul suo sito ufficiale annunciano quasi con pudore la sua morte.
Eppure Fogelberg era molto amato dagli appassionati di suoni acustici, dagli esordi negli anni Settanta al recente cd Full Circle. Anzi, recentemente la sua opera è stata rivalutata da un’ottima doppia antologia che raccoglie i suoi successi. Perché Fogelberg - incredibile a dirsi - ha frequentato spesso le classifiche senza rinunciare alla sua originalità. Souvenirs, il suo primo disco di grande spessore, ha partorito singoli come Part of the Plan, così come Phoenix ha fatto conoscere al mondo la ballata Longer. Persino il difficile ed impegnato doppio The Innocent Age - che racconta la storia di un uomo dalla nascita alla morte e a cui hanno preso parte Joni Mitchell e alcuni degli Eagles - ha sfornato quattro hit tra cui Leader of the Band, accorata lettera aperta in forma di canzone al padre. In nome della tradizione Fogelberg ha spesso sperimentato, incidendo ad esempio un ottimo album di bluegrass come High Country Snow con superstar come David Grisman, Chris Hillman, Doc Watson, oppure dischi di atmosfera new age, collaborando tra gli altri con Jackson Browne e Roger McGuinn.
Cantante dai toni agrodolci, chitarrista (tastierista) semplice e incisivo, in Italia salì agli onori della cronaca nel 1987, quando il suo fanclub di Pesaro scoprì che la musica del brano sanremese Pigramente signora era identica ad una sua melodia. La canzone fu squalificata dal Festival, ma lui probabilmente non ne ha mai saputo nulla.