Addio a Gomelsky il colonnello che fece grande l’Urss

Per l’esercito era un colonnello, ma per il basket era un generale a cinque stelle. E dopo aver combattuto a lungo, ieri ha perso la battaglia che non poteva vincere: quella contro il cancro. Così se n’è andato Alexander Gomelsky, leggendario tecnico del Cska Mosca e dell’Unione Sovietica, che allenò rispettivamente per 22 anni e in quattro Olimpiadi. Un palmares infinito: un oro, un argento e due bronzi ai Giochi, 15 titoli nazionali, due Mondiali e otto Europei con l’Urss, quattro coppe dei Campioni. Ma Gomelsky aveva anche un rimpianto: non aver allenato l’Urss che sconfisse gli Usa a Monaco nel 1972. Quella squadra era il Cska trasferito in nazionale, ma a Gomelsky, di religione ebraica, il Kgb aveva negato il visto nel timore di una sua fuga in Israele. Dopo aver smesso di allenare, Gomelsky era diventato il presidente del «suo» Cska Mosca, che negli ultimi anni ha inseguito invano il successo in Eurolega. Per questo il colonnello quest’estate ha chiamato alla guida della squadra Ettore Messina. Un «duro», proprio come lui.