Addio inglese a Bassora restituita agli iracheni

Trasferito al governo di Bagdad il controllo dell’unico porto petrolifero del Paese

Un sollievo per gli inglesi. Una liberazione per gli abitanti di Bassora. Un nuovo concreto passo avanti per il governo di Bagdad chiamato ad esercitare la propria autorità sulla provincia da cui sgorga il settanta per cento del greggio iracheno e dalle cui condutture passa l’80 per cento della produzione petrolifera. L’addio inglese a Bassora e il ritorno alla piena sovranità irachena, celebrati ieri con parate, discorsi e festeggiamenti dai rappresentanti del governo di Bagdad e dal segretario agli Esteri britannico David Miliband, non è, però, una passeggiata. Lo sa bene il comandante britannico, generale Graham Binns. Nel 2003 conquistò Bassora con un’avanzata di pochi giorni e venne salutato come un liberatore. Nei quattro anni successivi ha visto 174 dei suoi uomini cadere tra le sabbie di questo sud iracheno torrido ed ostile.
A Bassora Binns e i suoi ufficiali s’illudevano di poter far meglio degli americani, di poter circolare senza elmetto e giubbotti anti proiettile, di poter conquistare l’anima e la mente di quel sud appena liberato dall’oppressione del dittatore. Non avevano fatto i conti con l’influenza del vicino Iran, con l’aggressività delle milizie sciite, con la testarda riottosità di una popolazione abituata a confrontarsi con una feroce dittatura. Da oggi quel fardello di problemi passa direttamente nelle mani del governatore Mohamed Mosbah al Waeli. Lui, non a caso, celebra la transizione affiancato dal consigliere per la sicurezza nazionale Muwaffaq al-Rubaie e circondato da un imponente schieramento di mezzi blindati e reparti di un esercito in pieno assetto operativo.
La grande scommessa di al Waeli, di al Rubaie e del loro esercito sarà controllare l’unico porto dell’Irak e i suoi terminali petroliferi, garantire la stabilità della seconda più importante provincia del Paese e dei suoi depositi di greggio, senza chiedere soccorso ad americani o inglesi. Sull’aiuto dei soldati inglesi potranno contare ancora per poco. I britannici, già usciti dalla cerchia cittadina qualche mese fa, sono pronti a dimezzare la consistenza degli attuali 4500 soldati riducendoli a 2500 entro i primi mesi del 2008. La grande scommessa è quindi già iniziata. Da oggi il governo centrale e il suo esercito devono dimostrare di saper contrastare l’influenza del confinante Iran e di controllare le tre milizie sciite che si disputano il controllo della città. Un primo angosciante segnale sono i 48 cadaveri di donne ritrovati negli ultimi mesi. Avevano tutte osato opporsi al severo controllo sociale imposto dalle milizie. Donne assassinate, seviziate, mutilate per aver rifiutato le rigide regole islamiche pretese dai nuovi signori del radicalismo sciita.
A celebrare l’addio inglese ha contribuito anche la riapertura, per la prima volta dal 2003, della ferrovia tra Bassora e la capitale. Il treno partito dalla stazione di Bagdad e festeggiato dalle folle di Bassora è per molti iracheni appassionati di storia un’altra concreta evocazione della sconfitta inglese. La ferrovia, progettata alla vigilia del primo conflitto mondiale da tedeschi e ottomani, doveva tracciare l’asse Berlino, Istanbul, Bassora e insidiare la potenza inglese nel Golfo Persico. Quasi un secolo dopo lo sferragliare di quel treno ha segnato il ritorno alla sovranità irachena dell’ultima delle quattro province affidate nel 2003 al mandato britannico.