Addio inverno caldo, ecco il gelo di primavera

È consuetudine. Dopo i titoli di prima pagina, si scorrono le previsioni del tempo per poi commentare: «tanto non ci azzeccano mai». Del resto lo scetticismo diffuso è comprensibile. Le bufale allarmistiche non sono mancate in passato e a volte è meglio affidarsi al proprio intuito piuttosto che al satellite.
Ma sulle previsioni di questa settimana sembrano tutti d’accordo: calerà un freddo pungente su tutta la penisola, le temperature subiranno un brusco calo di 10-12 gradi, arriverà anche il gelo e la neve. Ma dopo la ventata invernale, non dobbiamo aspettarci una primavera mite. Al contrario, sarà fredda, piovosa, con temperature al di sotto della media stagionale. Gli esperti azzardano anche previsioni per l’estate. Non sarà torrida come molti pessimisti avevano preannunciato, ma altrettanto fresca per la gioia di tutti gli anziani che saranno costretti a restare in città. Il colonnello Paolo Ernani non esita a confermare il quadro climatico anche a lungo termine. «Da marzo a maggio la stagione nel complesso sarà di circa 0,5 gradi sotto la media, cioè fresca, salvo che nei prossimi giorni dove potrebbero ritornare temperature invernali - spiega Ernani».
Il clima invernale, secondo l’esperto, durerà fino al 23 marzo, si attenuerà il 24 e 25, poi tornerà una nuova ondata di maltempo. Anche le piogge non mancheranno. Specialmente nell'ultima decade di marzo. In aprile invece pioverà molto al Nord e dovremo aspettarci ondate di aria fredda: danneggiando le colture.
Ma non tutti sono così pessimisti. L’arrivo del tempo brutto presenta i suoi sacrosanti lati positivi. Dicono alla Coldiretti: «Se non avranno carattere temporalesco e non cadrà la grandine, le piogge e la neve sono positive perché consentono di ripristinare la scorta di acqua necessaria a scongiurare la siccità estiva». Ma ovviamente sono le gelate a far rabbrividire i contadini. L’inverno più caldo degli ultimi due secoli ha infatti provocato fioriture anticipate e il freddo rischia di far cadere gemme e fiori riducendo le produzioni delle piante da frutto. Ma i danni che subiranno gli agricoltori non saranno coperti da indennizzi statali visto che dal gennaio 2007 il governo ha ridotto sostanzialmente i fondi per i danni causati nelle campagne dal verificarsi di eventi calamitosi. Una beffa che si aggiunge ai capricci delle stagioni.